“… il Signore, il tuo Dio, è stato con te durante questi quarant’anni e non ti è mancato nulla …”
[1] «Poi tornammo indietro e partimmo per il deserto in direzione del mar Rosso, come il Signore mi aveva detto, e girammo intorno al monte Seir per lungo tempo. [2] Il Signore mi disse: [3] “Avete girato abbastanza intorno a questo monte; volgetevi verso settentrione. [4] Da’ quest’ordine al popolo: ‘Voi state per passare i confini dei figli di Esaù, vostri fratelli, che abitano in Seir; essi avranno paura di voi; state quindi bene in guardia, [5] non muovete loro guerra, poiché del loro paese io non vi darò neppure quanto ne può calcare un piede, perché ho dato il monte Seir a Esaù come sua proprietà. [6] Comprerete da loro con denaro contante le vettovaglie che mangerete, e comprerete pure da loro con denaro persino l’acqua che berrete. [7] Poiché il Signore, il tuo Dio, ti ha benedetto in tutta l’opera delle tue mani, ti ha seguito nel tuo viaggio attraverso questo grande deserto; il Signore, il tuo Dio, è stato con te durante questi quarant’anni e non ti è mancato nulla’”. [8] Così passammo, lasciando a distanza i figli di Esaù, nostri fratelli, che abitano in Seir, ed evitando la via della pianura, come pure Elat ed Esion-Gheber. Poi ci voltammo e ci incamminammo verso il deserto di Moab. [9] Il Signore mi disse: “Non attaccare Moab e non muovergli guerra, perché io non ti darò nulla da possedere nel suo paese, poiché ho dato Ar ai figli di Lot, come loro proprietà. [10] Prima vi abitavano gli Emim: popolo grande, numeroso, alto di statura come gli Anachiti. [11] Erano anch’essi considerati come Refaim, al pari degli Anachiti, ma i Moabiti li chiamavano Emim. [12] Anche Seir era prima abitata dai Corei, ma i figli di Esaù li cacciarono, li distrussero e si stabilirono al loro posto, come ha fatto Israele nel paese che possiede e che il Signore gli ha dato. [13] Ora alzatevi e passate il torrente di Zered”. E noi passammo il torrente di Zered. [14] Il tempo delle nostre marce, da Cades-Barnea al passaggio del torrente di Zered, fu di trentotto anni, finché tutta quella generazione di guerrieri scomparve interamente dall’accampamento, come il Signore aveva loro giurato. [15] Infatti la mano del Signore fu contro di loro per sterminarli dall’accampamento, finché furono scomparsi del tutto.
Mosè continua la sintesi nel suo resoconto riguardo al viaggio agli ultimi 40 anni del popolo … Ricordò loro come dopo la ribellione, dopo che Dio li aveva condannati a restare nomadi nel deserto fin quando tutta quella generazione non si fosse estinta, racconta in estrema sintesi come loro inizialmente furono rimandati indietro da Dio in direzione del Mar Rosso …
Ricorda quando, durante il loto tornare indietro, furono guidati a deviare e girare a lungo intorno all’area montana di Seir, raccomandando loro di non pensare minimamente che fosse arrivato il tempo della conquista, perché non era quella la terra promessa … infatti i discendenti di Esaù abitavano quella zona, concessa loro da Dio, perciò non dovevano in alcun modo attaccarla, ma comprare tutto quello che avrebbero usato e consumato …
A tal proposito, Mosè ricorda loro che erano in grado di pagare ed avevano abbastanza, perché erano usciti in sostanza ricchi dall’Egitto … Come ricorderai, ricevettero le ricchezze personali degli egiziani che, pur di vederli partire dopo le piaghe mandate dal Signore, erano disposti a tutto …
Dio aveva guidato ogni cosa è lo stesso valse quando furono guidati verso settentrione e attraversarono la terra di Moab, i discendenti di Lot …
Anche in questo caso, nulla avrebbero potuto prendere di quella terra, ma pagare ogni cosa che avrebbero consumato …
Perciò il resoconto di Mosè, più che essere una cronistoria era un mettere davanti al popolo, ora che stavamo per entrare nella terra promessa, il ricordo della grandezza di Dio che, nonostante stesse eseguendo su di loro il Suo giudizio, li aveva protetti, accompagnati, guidati, nutriti e tutelati, aspettando il giorno in cui il Suo giudizio si fosse concluso con la morte dell’ultimo di quelli che all’epoca erano in età adulta e quindi colpevoli della ribellione del popolo …
Quindi la preparazione del popolo si fondava sulla memoria … (1-13)
Così, citando i luoghi simbolo del loro peregrinare, l’inizio e la fine, Mosè ricorda e scrive:
“Il tempo delle nostre marce, da Cades-Barnea al passaggio del torrente di Zered, fu di trentotto anni, finché tutta quella generazione di guerrieri scomparve interamente dall’accampamento, come il Signore aveva loro giurato.”! (14)
Era evidentemente necessario (e la storia successiva, il tempo nella terra promessa, ce lo dimostra) ricordare loro che il merito di tutto quello che avevano e l’essere a quel punto nella condizione di entrare nella nuova terra preparata per loro, era solo un atto di misericordia di Dio … Più che mai dovevano tenerlo presente e ricordarsi soprattutto che col Signore non si scherza, perché anche il Suo giudizio è sicuro, certo, inesorabile … come l’estinzione di quella generazione dimostrava chiaramente … (15)
Già, ogni cosa che ho è Dio che me la concede … Egli mi rinnova la vita, provvede alle mie necessità, perdona i miei peccati, tollera la mia miseria, perché il Signore non mi tratta come merito …
Ma se cado sotto il Suo giudizio, Egli resterà giusto fino in fondo …
Per amore di Se stesso, per fedeltà alle Sue promesse ad Abraamo, Isacco e Giacobbe, ma anche a Esaú e Lot … Dio resta fedele nel tempo!



