“Io mi accosterò a voi per giudicare e sarò un testimone pronto …”

[1] «Ecco, io vi mando il mio messaggero che spianerà la via davanti a me; e subito il Signore, che voi cercate, l’Angelo del patto, che voi desiderate, entrerà nel suo tempio. Ecco, egli viene» dice il Signore degli eserciti. [2] Chi potrà resistere nel giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà? Egli infatti è come il fuoco del fonditore, come la potassa dei lavatori di panni. [3] Egli si metterà seduto, come chi raffina e purifica l’argento, e purificherà i figli di Levi e li raffinerà come si fa dell’oro e dell’argento; ed essi offriranno al Signore offerte giuste. [4] Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni passati. [5] «Io mi accosterò a voi per giudicare e sarò un testimone pronto contro gli incantatori, contro gli adùlteri, contro quelli che giurano il falso, contro quelli che derubano l’operaio del suo salario, che opprimono la vedova e l’orfano, che fanno torto allo straniero e non hanno timore di me», dice il Signore degli eserciti. [6] «Poiché io, il Signore, non cambio; perciò voi, o figli di Giacobbe, non siete ancora consumati.”.

Sembra di leggere le parole profetizzate da Isaia 40, poi confermate in Matteo 3 nella loro realizzazione nella figura di Giovanni battista …

È interessante, però, la lettura che ne fa Malachia, aggiungendo subito nel testo profetico quello che sarebbe stato l’effetto della manifestazione del Messia di Dio che seguiva immediatamente la ‘preparazione’ di Giovanni!

Però lo fa dando un quadro stupendo degli effetti della venuta del Messia, cioè mostrando in sintesi quello che i contemporanei di Gesù, invece, per capirne gli effetti avrebbero dovuto aspettare l’ultima parte della Sua vita terrena e poi il compimento finale:

“Ecco, egli viene … Chi potrà resistere nel giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà? Egli infatti è come il fuoco del fonditore, come la potassa dei lavatori di panni.”! (1-2)

Colui che avrebbe davvero fatto la differenza nella storia del popolo, nella tribù di Levi e quindi dei sacerdoti che Malachia aveva appena rimproverato (3), sarebbe stato “Colui che viene…” e del quale Giovanni dirà di non essere degno neppure di legare i calzati dei piedi …

È facile riconoscere nella sintesi di Malachia diversi aspetti, attribuiti all’opera di “Colui che viene …”, che si manifesteranno solo alla fine dei tempi, il che proietta il popolo e noi ben oltre le circostanze immediate …

Il verso 5 presenta il giudizio del Signore, ma soprattutto ricorda al popolo e ai sacerdoti quelli che erano ormai da troppo tempo e ciclicamente i capi d’accusa che Dio metteva davanti a loro, le colpe, gli effetti della loro ribellione: “Io mi accosterò a voi per giudicare e sarò un testimone pronto contro gli incantatori, contro gli adùlteri, contro quelli che giurano il falso, contro quelli che derubano l’operaio del suo salario, che opprimono la vedova e l’orfano, che fanno torto allo straniero e non hanno timore di me”!

Tutti quelli ricordati Erano atti concreti, peccati inammissibili nella vita di coloro che si ritenevano il popolo di Dio!

Perciò ciò che poi afferma il Signore la dice lunga sul perché fossero ancora vivi, sul perché Artaserse fosse diventato benevolo con loro, sul perché fossero tornati in patria e il tempio fosse stato ricostruito … sul perché potevano sperare e guardare al futuro … la ragione è in Dio, non in loro: «Poiché io, il Signore, non cambio; perciò voi … non siete ancora consumati”!

Ecco perché non siete stati definitivamente distrutti, ecco perché mi interesso a voi, ecco perché vi punisco, vi perdono e perché torno ogni volta a farvi del bene, ecco perché c’è un futuro lontano per coloro che si ravvedono, che si pentono e tornano nelle mie vie, mi amano, mi cercano, mi temono, mi servono … tutto questo accade perché Io non cambio, resto fedele a me stesso e alle mie promesse!

Amen! Grazie, Signore …

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