“Se almeno tu volessi temermi, accettare la correzione!”

[1] Guai alla città ribelle, contaminata, alla città piena di soprusi! [2] Essa non dà ascolto ad alcuna voce, non accetta correzione, non confida nel Signore, non si avvicina al suo Dio. [3] I suoi capi, in mezzo a lei, sono leoni ruggenti; i suoi giudici sono lupi della sera, che non serbano nulla per la mattina. [4] I suoi profeti sono arroganti, perfidi; i suoi sacerdoti profanano le cose sante, infrangono la legge. [5] Il Signore è giusto in mezzo ad essa, egli non commette ingiustizie. Ogni mattina egli dispensa i suoi giudizi e non manca mai; ma il perverso non conosce vergogna. [6] «Io ho sterminato delle nazioni, le loro torri sono distrutte; ho rovinato le loro strade, al punto che non vi passa più nessuno; le loro città sono distrutte, al punto che non c’è più nessuno, nessun abitante. [7] Io dicevo: “Se almeno tu volessi temermi, accettare la correzione! La tua dimora non sarebbe distrutta, nonostante tutto ciò che ho riservato per te”. Ma essi si sono affrettati a pervertire tutte le loro azioni. [8] Perciò, aspettami», dice il Signore, «per il giorno che mi alzerò per il bottino; perché ho decretato di radunare le nazioni, di riunire i regni, per versare su di loro la mia indignazione, tutto l’ardore della mia ira. Poiché tutta la terra sarà divorata dal fuoco della mia gelosia.”.

Dopo aver ribadito, accennando a diversi aspetti, il Suo giudizio contro le nazioni pagane, quelle che avevano goduto delle sofferenze di Giuda, il Signore torna a parlare del castigo su Gerusalemme, sul Suo popolo …

Lo fa attraverso Sofonia, con parole forti e chiare …

Definisce la capitale di Giuda e simbolo del regno del sud, come “città ribelle, contaminata … piena di soprusi … che non dà ascolto ad alcuna voce, non accetta correzione, non confida nel Signore, non si avvicina al suo Dio …”!

È un quadro spiritualmente drammatico e desolante, trattandosi della città e del luogo in cui storicamente Dio aveva scelto di porre la Sua dimora tangibile in mezzo al Suo popolo, attraverso il tempio …

Poi entra nel dettaglio e cita alcune figure e le loro colpe: … i suoi capi … che si comportano come leoni ruggenti … i suoi giudici, come lupi della sera, che sbranano tutto ciò che possono senza pensare alle conseguenze o al futuro … i suoi profeti, che sono arroganti e perfidi … i suoi sacerdoti, che sono la negazione del loro compito, perché profanano le cose sante e infrangono la Legge … (1-4)

Ma il Signore non fa finta di nulla, non chiude un occhio … eppure, nonostante la Sua giustizia e i Suoi rimproveri, nonostante la chiarezza della Sua Legge “… il perverso non conosce vergogna.”! (5)

Così, semmai ce ne fosse bisogno, il Signore ribadisce la follia che sta nell’ostinazione del peccatore impenitente …

La conseguenza è inevitabile ed è rappresentata dal giusto giudizio di Dio verso il Suo popolo, ma il Signore ricorda a Giuda che il loro peccato, la loro ribellione, la loro malvagità e idolatria sono ancora più gravi, proprio perché erano il popolo di Dio, quello davanti al quale Dio aveva aperto la strada, prima liberandoli dalla secolare schiavitù egiziana e poi liberando per loro la terra promessa da tutti i popoli pagani che la abitavano! (6)

Quindi, sarebbe stato ovvio che: “… almeno tu volessi temermi, accettare la correzione! La tua dimora non sarebbe distrutta, nonostante tutto ciò che ho riservato per te”! (7)

Invece, nonostante tutti questi privilegi, nonostante l’Amore di Dio e la Sua cura fedele per loro nel corso del tempo: “… essi si sono affrettati a pervertire tutte le loro azioni.”!

Perciò l’ira di Dio contro Giuda è giusta, è certa e tremenda, perché la Sua Santità e giustizia non possono tollerare il peccato! Tale è la vostra colpa, talmente folle la vostra ribellione, la vostra arroganza nel peccare contro di Me e la mia Legge, che: “… ho decretato di radunare le nazioni, di riunire i regni, per versare su di loro la mia indignazione, tutto l’ardore della mia ira. Poiché tutta la terra sarà divorata dal fuoco della mia gelosia.”! (😎

La misericordia di Dio non viene mai meno, ma non è un atteggiamento che cade “a pioggia” su tutti, anzi è riservata a coloro che, anche quando si ritrovano da soli, continuano ad amare, temere e servire Dio … perché la Sua cura è quella del Buon Padre celeste verso i Suoi figli, quelli che comprendono il valore e l’importanza della Sua correzione, perciò l’accettano con gratitudine … perciò la Sua misericordia non riguarda i ribelli, gli empi, gli ingrati, gli idolatri … su di loro resta la Sua ira inesorabile, giusta, certa!

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Chiesa Evangelica Isola

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