“… sto per fare ai vostri giorni un’opera che voi non credereste, nemmeno se ve la raccontassero.”!

[5] «Guardate fra le nazioni, guardate, meravigliatevi e siate stupiti! Poiché io sto per fare ai vostri giorni un’opera che voi non credereste, nemmeno se ve la raccontassero. [6] Perché, ecco, io sto per suscitare i Caldei, questa nazione crudele e impetuosa, che percorre tutta la terra per impadronirsi di dimore che non sono sue. [7] È un popolo terribile e spaventoso; da lui stesso procede il suo diritto e la sua grandezza. [8] I suoi cavalli sono più veloci dei leopardi, più agili dei lupi di sera; i suoi cavalieri procedono con fierezza, i suoi cavalieri vengono da lontano, volano come l’aquila che piomba sulla preda. [9] Tutta quella gente viene per darsi alla violenza, le loro facce bramose sono tese in avanti, e ammassano prigionieri come sabbia. [10] Si fanno beffe dei re, i prìncipi sono per loro oggetto di scherno; ridono di tutte le loro fortezze, fanno dei terrapieni e le prendono. [11] Poi passano come il vento, passano oltre e si rendono colpevoli; questa loro forza è il loro dio». [12] Non sei tu dal principio, o Signore, il mio Dio, il mio Santo? Noi non moriremo! O Signore, tu, questo popolo, lo hai posto per eseguire i tuoi giudizi; tu, o Rocca, lo hai stabilito per infliggere i tuoi castighi. [13] Tu, che hai gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male e che non puoi tollerare lo spettacolo dell’iniquità, perché guardi i perfidi e taci quando il malvagio divora l’uomo che è più giusto di lui? [14] Perché tratti gli uomini come i pesci del mare e come i rettili, che non hanno padrone? [15] Il Caldeo li tira tutti su con l’amo, li piglia nella sua rete, li raccoglie nel suo giacchio; perciò si rallegra ed esulta. [16] Per questo fa sacrifici alla sua rete e offre profumi al suo giacchio; perché gli provvedono una ricca porzione e un cibo succulento. [17] Dovrà forse per questo continuare a vuotare la sua rete e a massacrare le nazioni senza pietà?”.

Ecco la prima, paziente risposta di Dio ad Abacuc riguardo al suo lamento, ai suoi dubbi mostrati nella preghiera al Signore perché il profeta viveva una sorte di ‘sindrome da abbandono’, come se Dio fosse cieco a quello che stava succedendo …

Dio risponde e dichiara che si sarebbero meravigliati tutti per il Suo intervento, per la risposta del cielo al peccato, alla malvagità che imperversava …

“… Poiché io sto per fare ai vostri giorni un’opera che voi non credereste, nemmeno se ve la raccontassero.”! (5)

Ovviamente, Dio non ha chiesto suggerimenti o idee ad Abacuc su come intervenire … però spiega al Suo profeta, preso dal dubbio, che sarebbe intervenuto sovranamente:

“… ecco, io sto per suscitare i Caldei, questa nazione crudele e impetuosa …”! (6)

La questione principale che Abacuc avrebbe dovuto cogliere nella risposta di Dio è che affermava di essere Lui a “suscitare” quella nazione …

Poi la descrive, oltre che “crudele e impetuosa”, con una capacità offensiva, di potere militare e di conquista che dimostra come fosse: “… un popolo terribile e spaventoso”. Era un popolo che si faceva spazio e si imponeva con la sua grandezza … (7)

Avevano una forza da fare spavento, tanto che il Signore usa immagini simboliche forti per esprimerlo: “I suoi cavalli sono più veloci dei leopardi, più agili dei lupi di sera; i suoi cavalieri procedono con fierezza … vengono da lontano, volano come l’aquila che piomba sulla preda.”! (8)

L’esercito caldeo, pur pagano ed ignaro di essere suscitato e usato da Dio, avrebbe davvero portato il Suo giudizio con violenza, con bramosia di guerra, “ammassando prigionieri come sabbia”! (9)

Non esisteva re che potesse resistere alla loro invasione, anzi deridevano chiunque osasse opporsi, perché le loro fortezze si dimostravano ridicole … I Caldei, con la loro arte militare, li conquistavano con estrema facilità … (10)

Con incredibile velocità conquistavano e depredavano senza pudore, il loro “dio” è la loro forza … (11)

Ora, davanti a questa risposta di Dio, ci aspetteremmo un Abacuc che chiede perdono al Signore per aver osato dubitare e che si piegasse umilmente davanti a Lui, meravigliato , accettando la Sua volontà …

Invece, anche davanti a questa chiara e temibile descrizione del Signore riguardo al Suo prossimo giudizio attraverso i Caldei, il profeta continua a lamentarsi, a contestare …

Signore, Tu sei l’Eterno, il Santo, non hai forse scelto Israele come popolo fra le nazioni? Non è questo il Tuo popolo che dovrebbe essere testimone della Tua giustizia fra gli altri popoli, per punire coloro che non Ti temono? (12)

Tu sei il mio Dio, sei Colui che ha: “… gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male e che non puoi tollerare lo spettacolo dell’iniquità …”! (13)

Abacuc praticamente scollega le caratteristiche di Dio dalla realtà, non riesce a conciliarle con quello che stava succedendo, perciò chiede: “… perché guardi i perfidi e taci quando il malvagio divora l’uomo che è più giusto di lui?”!

Perché usi i Caldei che sono peggio di noi?

Perché gli uomini sono davanti a te come se fossero senza valore particolare, come pesci del mare o rettili allo sbando, senza padrone … sono solo numeri che appaiono insignificanti davanti a Te! (14)

Perché lasci che una nazione pagana possa esercitare potere? Perché lasci che ne gioiscano? Essi non Ti temono, non Ti adorano, non Ti servono … anzi adorano i loro strumenti come fossero il loro dio, attribuendo ad essi il merito del loro successo … come puoi, Signore? (15-17)

Abacuc sembra aver completamente smarrito il senso della sovranità e della gloria di Dio, come caratteristiche che ci superano, che sono irraggiungibili per la nostra piccola mente, incomprensibili per noi umani limitati …

Abacuc siamo praticamente noi nei nostri atteggiamenti, quando misuriamo Dio come faremmo con un umano, quando pretendiamo di spiegare il Suo agire misterioso con la nostra logica … scioccamente, applichiamo a Lui i criteri dei nostri limiti e della nostra giustizia …

Ma così ci costruiamo un’immagine completamente sbagliata di Dio, Gli diamo una forma personalizzata, con una misura che nulla ha a che fare col glorioso Dio Creatore e Signore dell’universo!

Perdonami, Signore, fa che resti umile davanti alla Tua gloria ed al Tuo agire incomprensibile per la mia miseria umana … aiutami a credere, fa che la fede che mi hai donato domini i miei pensieri e la mia vita con Te!

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Chiesa Evangelica Isola

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