“Fino a quando griderò, o Signore, senza che tu mi dia ascolto?”
“[1] Oracolo che il profeta Abacuc ebbe in visione. [2] Fino a quando griderò, o Signore, senza che tu mi dia ascolto? Io grido a te: «Violenza!» e tu non salvi. [3] Perché mi fai vedere l’iniquità e tolleri lo spettacolo della perversità? Mi stanno davanti rapina e violenza; ci sono liti e nasce la discordia. [4] Perciò la legge è senza forza, il diritto non si fa strada, perché l’empio raggira il giusto e il diritto ne esce pervertito.”.
Contemporaneo dei profeti Geremia, Ezechiele, Daniele e Sofonia, Abacuc riceve le sue visioni, la rivelazione della parola profetica dal Signore, da annunciare ai suoi contemporanei … (1)
Il periodo che viveva era spiritualmente desolante … perché ormai il popolo di Dio, dopo il periodo di re Giosia e i suoi sforzi di riportarlo alla Legge del Signore, era tornato all’idolatria, ad una vita ingiusta, dissoluta, malvagia, lontana da Dio …
Il libro praticamente comincia con la prima perplessità, i primi dubbi di Abacuc, parole che ricordano i Salmi di lamento.
“Fino a quando griderò, o Signore, senza che tu mi dia ascolto? Io grido a te: «Violenza!» e tu non salvi.”! (2)
Signore perché? Perché lasci che succeda tutto questo e, soprattutto, perché non mi rispondi? Invoco il Tuo intervento, la Tua salvezza, ma non ricevo alcuna risposta … perché?
Non abbiamo anche noi questi dubbi? Non nascono anche nel nostro cuore queste perplessità sul ‘silenzio’ di Dio? Non mostriamo le stesse difficoltà di Abacuc quando ci vediamo circondati dal male e pensiamo che la soluzione sarebbe ‘semplicemente’ un potente intervento di Dio?
Continua Abacuc: Signore, perché non intervieni? “Perché mi fai vedere l’iniquità e tolleri lo spettacolo della perversità? Mi stanno davanti rapina e violenza; ci sono liti e nasce la discordia.”.
Ogni giorno soffro nel vedere attorno a me il risultato nella vita del popolo dell’essersi allontanato da Te … peccato, perversità, rapina, violenza, litigiosità, bellicosità …
Non è l’esatta descrizione di questo nostro povero mondo oggi? Non succedono le stesse cose? La nostra società non continua a mostrare le stesse follie, insistendo a voler vivere lontano da Dio?
Non è forse vero, Signore, che stai tollerando tutto questo? La Tua Legge non mostra forza, non si vive rispettando il diritto, lasci che l’empio raggiri il giusto e quindi la Legge è calpestata e questa società si dimostra ingiusta, in preda alla perversione del cuor umano … (4)
Basterebbe un Tuo intervento, che Tu smettessi di tollerare tutto questo e intervenissi …
Siamo, sono, proprio come Abacuc nei suoi dubbi … quando continuo a pensare a Dio come fosse un uomo …
Mi rendo conto che siamo vittime di noi stessi quando pensiamo a Dio attribuendoGli in sostanza caratteristiche umane, un modo umano di pensare, reazioni umane …
Impareremo tanto da Abacuc riguardo a Dio, ma anche a proposito di noi stessi, delle nostre tendenze e dei pericoli che corriamo nel pretendere di umanizzare il Signore …
Non per voler anticipare le conclusioni, ma troppo spesso tendiamo a dare la colpa a Dio perché crediamo tolleri il male o ci sembra non voglia rispondere ai nostri desideri, alle nostre preghiere … dimenticando che Colui che era uno col Padre, Gesù, concluse la Sua preghiera più sofferta nel giardino del Getsemani affermando: “Non la mia, ma la tua volontà sia fatta …”!
Perciò, proviamo a stare tranquilli e fidarci di Dio anche nel dubbio, quando non capiamo, nella certezza che le Sue risposte arriveranno …



