“Il giudizio di Dio non è mai sommario, né istintivo, non è neppure uno sfogo come quello umano, quando siamo esasperati e fuori controllo …”
[1] Guai alla città sanguinaria, piena di menzogna e di violenza, che non cessa di depredare! [2] Si ode rumore di fruste, frastuono di ruote, galoppo di cavalli, sobbalzare di carri. [3] I cavalieri danno la carica, fiammeggiano le spade, sfolgorano le lance, abbondano i feriti, si ammucchiano i cadaveri, sono infiniti i morti, si inciampa nei cadaveri. [4] Questo a causa delle tante fornicazioni dell’avvenente prostituta, dell’abile incantatrice, che vendeva le nazioni con le sue fornicazioni e i popoli con i suoi incantesimi. [5] «Eccomi a te», dice il Signore degli eserciti; «io alzerò i lembi della tua veste fin sulla tua faccia e mostrerò alle nazioni la tua nudità, ai regni la tua vergogna. [6] Ti getterò addosso delle immondizie, ti umilierò e ti esporrò allo scherno. [7] Tutti quelli che ti vedranno fuggiranno lontano da te e diranno: “Ninive è distrutta! Chi la compiangerà?” Dove ti cercherò dei consolatori?».
Se fino a quel punto erano stati descritti la certezza del giudizio di Dio contro Ninive e l’intera Assiria … e anche la provenienza di quel giudizio, cioè il fatto che si trattava delle espressione della giustizia di Dio, dell’Onnipotente e che perciò non c’era scampo … Naum lo fa senza però dimenticare di confermare la fedeltà del Dio di misericordia e benignità verso i Suoi, verso coloro che Lo temono e Lo amano …
Ora il profeta si spende per spiegare meglio le ragioni del Suo giudizio …
Così, parlando di Ninive, la capitale dell’impero Assiro, afferma da parte del Signore: “Guai alla città sanguinaria, piena di menzogna e di violenza, che non cessa di depredare!”. (1)
Il giudizio di Dio non è mai sommario, né istintivo, non è neppure uno sfogo come quello umano, quando siamo esasperati e fuori controllo …
Gli Assiri erano fra i popoli forse il più sanguinario mai esistito … e anche se Dio li avrebbe usati in una certa fase per punire il Suo popolo, questo non significava che non giudicasse il loro cuore malvagio e pagano, che non condannasse la loro arroganza e violenza, i soprusi, le stragi che compivano per sottomettere chiunque per il piacere di esprimere potere, per avidità …
A Dio non sfuggiva che vivevano immersi costantemente nella menzogna e nella violenza e perciò li stava ora giudicando con rigore … Poteva forse il solo vero Dio, il Padre è la Fonte della Verità e della vera Pace fare finta di non vedere? Ovviamente no …
Perciò il giudizio sarebbe arrivato in tutto il suo furore e Naum lo descrive con immagini tipiche del tempo … oggi parleremmo di effetti atomici, di gas, di missili, di esplosioni … A quel tempo descrive rumori tipici della guerra più violenta e feroce: “… rumore di fruste, frastuono di ruote, galoppo di cavalli, sobbalzare di carri … cavalieri alla carica, fiammeggiano le spade, sfolgorano le lance, abbondano i feriti, si ammucchiano i cadaveri, sono infiniti i morti, si inciampa nei cadaveri …”! (2-3) Terrificanti gli effetti di quel giudizio imminente … Ma perché?
Per rispondere, questa volta Naum descrive gli atteggiamenti e le colpe degli Assiri, parlando di Ninive – la capitale – come di una prostituta spudorata …
“… a causa delle tante fornicazioni dell’avvenente prostituta, dell’abile incantatrice, che vendeva le nazioni con le sue fornicazioni e i popoli con i suoi incantesimi.”! (4)
Era arrivata la resa dei conti, se la sarebbe vista con Dio stesso!
«Eccomi a te» dice il Signore degli eserciti … (5) e continua descrivendo una scena tipica dell’antichità, quella dell’umiliazione pubblica di una prostituta, cioè mostrare davanti a tutti la sua nudità, buttarle addosso rifiuti come segno di disprezzo per la sua immoralità, esposta allo scherno … (6)
Da quella immagine simbolica forte, Naum torna a descrivere gli effetti diretti del giudizio: Ninive sarebbe stata talmente distrutta, in un modo talmente terrificante ed inconsolabile, disperato, che chiunque l’avesse vista sarebbe fuggito inorridito … (7)
No, nessuno avrebbe potuto consolare la disperazione di Ninive distrutta …
Ho dovuto pensare ovviamente a quanto terribile possa essere il giudizio di Dio per il peccatore impenitente, che si rifiuta di vergognarsi del proprio peccato e ravvedersi … ma ho pensato anche a tutti folli tentativi che facciamo come umani nel fare di testa nostra, nell’ignorare la Legge e la volontà di Dio, nella ricerca delle giustificazioni più assurde …
Però voglio ricordarmi anche e sempre che a Dio non sfugge niente, né la cattiveria, la malvagità, né l’ostinazione, ma neppure l’amore incondizionato e la cura che esprime per i Suoi figli …



