“… ognuno si converta dalla sua malvagità …”

[1] La parola del Signore fu rivolta a Giona, per la seconda volta, in questi termini: [2] «Àlzati, va’ a Ninive, la gran città, e proclama loro quello che io ti comando». [3] Giona partì e andò a Ninive, come il Signore aveva ordinato. Ninive era una città grande davanti a Dio; ci volevano tre giorni di cammino per attraversarla. [4] Giona cominciò a inoltrarsi nella città per una giornata di cammino e proclamava: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta!» [5] I Niniviti credettero a Dio, proclamarono un digiuno e si vestirono di sacchi, tutti, dal più grande al più piccolo. [6] E poiché la notizia era giunta al re di Ninive, questi si alzò dal trono, si tolse il mantello di dosso, si coprì di sacco e si mise seduto sulla cenere. [7] Poi, per decreto del re e dei suoi grandi, fu reso noto in Ninive un ordine di questo tipo: «Uomini e animali, armenti e greggi, non assaggino nulla; non vadano al pascolo e non bevano acqua. [8] Uomini e animali si coprano di sacco e gridino a Dio con forza; ognuno si converta dalla sua malvagità e dalla violenza compiuta dalle sue mani. [9] Forse Dio si ricrederà, si pentirà e spegnerà la sua ira ardente, così che noi non periamo». [10] Dio vide ciò che facevano, vide che si convertivano dalla loro malvagità e si pentì del male che aveva minacciato di fare loro; e non lo fece.”.

Giona, vomitato dal grande pesce a riva, credo avesse ben chiaro il senso della totale dipendenza da Dio … Forse non gli era mai stato tanto chiaro che era vivo solo per la misericordia del Signore …

Questa volta la sua reazione alla parola che il Signore gli rivolse fu ben diversa … (1)

Cosa avrà risposto? “Signorsí!”? Non lo so … ma se estrapolassimo questo capitolo fuori dal resto del libro, immagineremmo credo una storia e un Giona ben diversi …

«Àlzati, va’ a Ninive, la gran città, e proclama loro quello che io ti comando». (2)

Così Giona iniziò la Sua missione a Ninive, predicando la minaccia del giudizio di Dio sulla grande città, capitale del Regno (o direi impero) Assiro …

Una città enorme per l’epoca , si calcola che le mura fossero lunghe 12 km. Dal racconto, se attraversarla richiedeva 3 giorni di cammino, era davvero grande per estensione … (3)

La predicazione di Giona riportata nel libro è davvero essenziale: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta!». (4) Chiaro e semplice … È arrivata la vostra ora, fra 40 gg. arriverà la distruzione!

Ma Dio stava bleffando? Questa non è evangelizzazione, ma un proclama di morte!

Sembra, ma se Dio avesse voluto semplicemente distruggere la città senza dare la possibilità di ravvedersi, non avrebbe mandato Giona, né avrebbe aspettato 40 gg. Giusto?

Quindi, nella sintesi del racconto, capiamo che nel messaggio c’era chiaramente un invito al ravvedimento che, infatti, ci fu!

Contro ogni aspettativa, i niniviti, tutta la popolazione di quella città pagana, il cuore dell’idolatria e della peccaminosità dell’impero assiro, si piegarono a Dio, si pentirono del loro peccato e fecero cordoglio davanti a Dio!

Anche il re fece altrettanto … scese dal trono, si umiliò, si vestì di sacco (simbolo di umiliazione e cordoglio) e, assumendosi le sue responsabilità anche in questa situazione, decretò addirittura il pentimento generale, cioè che tutti si pentissero, che tutti supplicassero il Dio di Giona (5-8), sperando nella Sua misericordia!

Nessuna pretesa, una vera conversione, l’abbandono di ogni male, di ogni malvagità … per sperare nel solo vero Dio, sperando che li avrebbe risparmiati dalla distruzione!

Non fu una iniziativa condizionale, non cercò di trattare la pace con Dio, non pregarono: Signore, se prometti di risparmiarci, non ci pentiremo e ti adoreremo …

Fu un vero pentimento, una conversione in massa, l’abbandono di ogni forma di male, un vero cordoglio seduti sulla cenere …

Se Dio vorrà ripensarci avrà misericordia di noi …

Nelle loro parole non c’era pretesa … Quindi la conclusione non poteva che essere: Altrimenti sia fatta la Sua giusta volontà, ce lo meritiamo …

Giona usa ancora un linguaggio umano, perché possiamo capire l’evolversi della situazione … ma non certo per dire che Dio è soggetto a cambiamento (tutt’altro, come preciserà Giacomo nella Sua lettera), quanto per affermare che le cose andarono diversamente da come ci si aspettava, il Signore usò misericordia a causa del pentimento di quella città! (10)

Si, come la Bibbia in più occasioni ricorda, Egli è il Dio grande in bontà e misericordia …

Se non fosse così, il mondo intero con la stessa Ninive non esisterebbe più da tanto tempo …

Invece, come Dio dichiarò già in Genesi 3, mentre malediceva il peccato e affermava le sue conseguenze, il Suo proposito di Salvezza che un giorno si sarebbe compiuto attraverso il Messia!

Dio continua a dare l’opportunità di ravvedimento, ancora oggi, prima del Suo giudizio giusto e certo!

Grazie, Signore, aiutaci a proclamare questa grande opportunità …

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Chiesa Evangelica Isola

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