“… io manderò la fame nel paese, non fame di pane o sete d’acqua, ma la fame e la sete di ascoltare la parola del Signore …” ma sarà troppo tardi!
“[1] Il Signore, Dio, mi fece vedere questo: c’era un paniere di frutti maturi. [2] Egli mi disse: «Amos, che cosa vedi?» Io risposi: «Un paniere di frutti maturi». E il Signore mi disse: «Anche la fine del mio popolo Israele è matura; io non lo risparmierò più. [3] Quel giorno i canti del palazzo diventeranno urli; grande sarà il numero dei cadaveri; saranno gettati dappertutto, in silenzio», dice il Signore, Dio. [4] Ascoltate questo, voi che vorreste divorare il povero e distruggere gli umili del paese; [5] voi che dite: «Quando finirà il novilunio, perché possiamo vendere il grano? Quando finirà il sabato, perché possiamo aprire i granai, diminuire l’efa, aumentare il siclo e usare bilance false per frodare, [6] per comprare con denaro i poveri e l’indigente se deve un paio di sandali? E venderemo perfino lo scarto del grano!» [7] Il Signore lo ha giurato per colui che è la gloria di Giacobbe: «Non dimenticherò mai nessuna delle vostre opere. [8] Il paese non tremerà forse per questo motivo? Ogni suo abitante non sarà forse in lutto? Il paese si solleverà tutto quanto come il fiume, ondeggerà e si abbasserà come il fiume d’Egitto. [9] Quel giorno», dice il Signore, Dio, «io farò tramontare il sole a mezzogiorno e farò oscurare la terra in pieno giorno. [10] Trasformerò le vostre feste in lutto e tutti i vostri canti in lamento; coprirò di sacchi tutti i fianchi e ogni testa sarà rasa. Il paese piomberà nel lutto come quando muore un figlio unico; la sua fine sarà come un giorno d’amarezza. [11] Ecco, vengono i giorni», dice il Signore, Dio, «in cui io manderò la fame nel paese, non fame di pane o sete d’acqua, ma la fame e la sete di ascoltare la parola del Signore. [12] Allora, vagando da un mare all’altro, dal settentrione al levante, correranno qua e là in cerca della parola del Signore, ma non la troveranno. [13] Quel giorno le belle ragazze e i giovani verranno meno per la sete. [14] Cadranno e non si rialzeranno più quelli che giurano per il peccato di Samaria e dicono: “Com’è vero che il tuo Dio vive, o Dan”, e: “Viva la via di Beer-Sceba!”».
Un’altra immagine in visione viene usata dal Signore per continuare a rivelare a Amos il Suo giudizio imminente contro il Suo popolo …
Una cesta di frutti maturi attestava che Israele era tristemente maturo per il giudizio di Dio, era giunto il tempo, era terminata la tolleranza e la pazienza del Signore … (1-2)
Le immagini che Amos usa sono dolorose e drammatiche (3) …
“… i canti del palazzo diventeranno urli … grande sarà il numero dei cadaveri; saranno gettati dappertutto, in silenzio …”!
Le ragioni del giudizio che il Signore ricorda e mette davanti al popolo sono chiare e concrete, essendo evidenti e spudorate trasgressioni della buona legge di Dio:
“… voi che vorreste divorare il povero e distruggere gli umili del paese … (trasgredendo le specifiche norme e raccomandazioni della Legge di Mosè sulla tutela del povero – Esodo 22,23,30; Levitico 25)
Trasgredivano anche le prescrizioni dei sabati e dei noviluni, che andavano invece dedicati al Signore (Isaia 66; Ezechiele 46) Infatti era in preda all’avidità, alla bramosia e volevamo commerciare, pensare al benessere materiale, usando scorciatoie legali e trasgressioni vere e proprie … alterare le bilance, aumentare i prezzi, sfruttare i poveri ed esercitare soprusi, abusare della schiavitù, vendere i poveri che non erano in grado di estinguere i loro debiti, frodare vendendo lo scarto del grano … Un disastro dopo l’altro, in evidente e arrogante opposizione alla Legge di Dio … (5-6)
Segue una chiara espressione del giudizio di Dio, quindi del chiaro cambiamento nell’atteggiamento del Signore … questa volta Amos non parla dell’impegno di Dio a dimenticare il peccato dei Suoi quando sono pentiti … (es. Isaia 43:25). Anzi, giura per Se stesso:
“Non dimenticherò mai nessuna delle vostre opere.”! (7)
Così il Signore ribadisce il Suo giudizio:
“Il paese tremerà … ogni suo abitante sarà in lutto … Il paese si solleverà come il fiume, ondeggerà e si abbasserà come il fiume d’Egitto … Io farò tramontare il sole a mezzogiorno e oscurare la terra in pieno giorno … Trasformerò le vostre feste in lutto e tutti i vostri canti in lamento … coprirò di sacchi tutti i fianchi e ogni testa sarà rasa (segno di lutto, costernazione, disperazione) … Il paese piomberà nel lutto come quando muore un figlio unico; la sua fine sarà come un giorno d’amarezza …” (8-10)
Nell’ltima parte del capitolo, fra le espressioni di giudizio c’è una sostanziale novità che stava a sottolineare quanto drammatico sia non prendere Dio sul serio, non temerLo, non ravvedersi e sciupare l’opportunità offerta al pentimento …
“ … vengono i giorni in cui io manderò la fame nel paese, non fame di pane o sete d’acqua, ma la fame e la sete di ascoltare la parola del Signore … (11)
Ad una prima lettura sembrerebbe una meravigliosa promessa, che ricorda tanti interventi di misericordia di Dio nel corso della storia dell’antico Israele … perché ricorda belle profezie sul risveglio che il Dio di misericordia sa suscitare …
Invece questa volta non è così nelle parole di Amos … perché la fame e sete della Sua Parola sarebbe servita solo a rendere ancora più drammatico il Suo giudizio, perché era troppo tardi …
Questa volta avrebbero cercato i profeti, avrebbero desiderato sapere cosa Dio rivelava, avrebbero desiderato ascoltare … ma troppo tardi …
“… correranno qua e là in cerca della parola del Signore, ma non la troveranno”! (12)
I peccatori, gli idolatri, coloro che avevano senza pudore trasgredito la Legge di Dio, che avevano oppresso il povero, trascurato le vedove, venduto persone anziché riscattarle, disprezzato e oppresso lo straniero, imbrogliato il prossimo, alterato la giustizia, giurato il falso …
Tutti costoro che, troppo tardi, avranno cercato di correre ai ripari vedendo il manifestarsi del giudizio di Dio … non sarebbero scampati, ma sarebbero caduti rovinosamente sotto la potente e inesorabile mano di Dio … (13-14)
Signore, Ti prego, che la fame della Tua Parola tocchi ogni giorno i nostri cuori, che il mio non sia mai un pentimento tardivo, ma chemio sia sempre subito pronto a tornare a Te, ad abbandonare il mio peccato e chiedere il Tuo perdono, per tornare a onorarTi e lodarTi con la mia vita …



