“Non c’è follia più grande del provare fastidio per le affermazioni della Parola che ci rimprovera, finendo per metterci contro Dio …”
[1] Il Signore, Dio, mi fece vedere questo: egli formava delle locuste al primo spuntare dell’erba tenera, quella che spunta dopo la falciatura per il re. [2] Quando esse ebbero finito di divorare l’erba della terra, io dissi: «Signore, Dio, perdona! Come potrà sopravvivere Giacobbe, piccolo com’è?» [3] Il Signore si pentì di questo. «Ciò non accadrà», disse il Signore. [4] Il Signore, Dio, mi fece vedere questo: il Signore, Dio, annunciava di voler difendere la sua causa mediante il fuoco: il fuoco divorò il grande abisso e divorò la campagna. [5] Allora io dissi: «Signore, Dio, fèrmati! Come potrà sopravvivere Giacobbe, piccolo com’è?» [6] Il Signore si pentì di questo. «Neppure ciò accadrà», disse il Signore, Dio. [7] Egli mi fece vedere questo: il Signore stava sopra un muro e aveva in mano un filo a piombo. [8] Il Signore mi disse: «Amos, che cosa vedi?» Io risposi: «Un filo a piombo». E il Signore disse: «Ecco, io metto il filo a piombo in mezzo al mio popolo, Israele; io non lo risparmierò più; [9] saranno devastati gli alti luoghi d’Isacco, i santuari d’Israele saranno distrutti, e io mi leverò con la spada contro la casa di Geroboamo». [10] Allora Amasia, sacerdote di Betel, mandò a dire a Geroboamo, re d’Israele: «Amos congiura contro di te in mezzo alla casa d’Israele; il paese non può sopportare tutte le sue parole. [11] Amos, infatti, ha detto: “Geroboamo morirà di spada e Israele sarà condotto in esilio lontano dal suo paese”». [12] Poi Amasia disse ad Amos: «Veggente, vattene, fuggi nel paese di Giuda; mangia il tuo pane laggiù e là profetizza; [13] ma a Betel non profetizzare più, perché è santuario del re e residenza reale». [14] Allora Amos rispose: «Io non sono profeta, né figlio di profeta; sono un mandriano e coltivo i sicomori. [15] Il Signore mi prese mentre ero dietro al gregge e mi disse: “Va’, profetizza al mio popolo, a Israele”. [16] Ora ascolta la parola del Signore. Tu dici: “Non profetizzare contro Israele e non predicare contro la casa d’Isacco!” [17] Ebbene, così dice il Signore: “Tua moglie si prostituirà nella città, i tuoi figli e le tue figlie saranno uccisi con la spada, il tuo paese sarà spartito con la cordicella, tu stesso morirai su terra impura e Israele sarà certamente condotto in esilio, lontano dal suo paese”».
Continuano le profezie del Signore contro Israele attraverso Amos …
Gli furono mostrare tre visioni e, dalla struttura che si ripete nel testo (sicuramente più chiaro per i lettori del tempo), mi pare evidente che il Signore voglia sottolineare la considerazione che Egli ha per la preghiera, per l’intercessione dei Suoi … in questo caso di Amos stesso.
Infatti, l’espressione “il Signore si pentì” non può che essere “antropomorfica”, cioè un modo di dire umano applicato al linguaggio di Dio per consentirci di capire, ma non certo per ‘umanizzare’ Dio, visto che la Bibbia stessa dichiara che il Signore in quanto tale, non essendo un uomo, non è soggetto a cambiamento o a pentimento … (Giacomo 1:17)
Perciò nella visione, più volte, lo schema si ripete: Dio sentenziava e il profeta supplicava e intercedeva a favore del popolo … Dio esaudiva la sua preghiera e rinunciava al Suo proposito … (1-7)
Poi il Signore sottolineò quale sarebbe stato il Suo giudizio:
“… il mio popolo, Israele, non lo risparmierò più; saranno devastati gli alti luoghi d’Isacco, i santuari d’Israele saranno distrutti, e io mi leverò con la spada contro la casa di Geroboamo”! (8-9)
La scena sembrerebbe chiusa, invece c’è una triste ‘sorpresa’ … il sacerdote Amasia, in carica evidentemente a Betel, dov’era la residenza reale di Geroboamo, re d’Israele, attacca Amos.
Va prima dal re a parlar male del profeta, dicendo che non sono più disposti come popolo a sopportare le sue parole, le sue profezie, le sue minacce da parte del Signore … Poi si scaglia contro Amos stesso, dicendogli di andarsene a Giuda a fare le sue profezie, smettendola di parlare contro il popolo di Israele, di minacciare il re e annunciare l’esilio del popolo … (10-13)
La risposta di Amos fu umile, ma riaffermò la chiamata che il Signore gli aveva rivolto a profetizzare in Israele, mentre il sacerdote Amasia cercava di impedirglielo … (14-16)
Così, con la forza e la franchezza donategli dal Signore, Amos annunciò la profezia di Dio contro il sacerdote Amasia stesso e contro Israele: “Tua moglie si prostituirà nella città, i tuoi figli e le tue figlie saranno uccisi con la spada, il tuo paese sarà spartito … e tu stesso morirai su terra profana e per certo Israele sarà condotto in esilio, lontano dal suo paese”!
Senza se e senza ma, chi osava opporsi contro la parola del Signore ne subiva le conseguenze … È così ancora oggi …
Signore, proteggi il mio cuore dalla stoltezza, dalla pretesa folle di rifiutare la Tua Parola e ogni aspetto della Tua volontà …
Grazie per l’esempio di Osea nella sua fedeltà a Te …



