[03/01, 08:33] Sergio D’Ascenzo: Geremia 10:6-10

“Non c’è nessuno pari a te, Signore; tu sei grande e grande in potenza è il tuo nome …”

“[6] Non c’è nessuno pari a te, Signore; tu sei grande e grande in potenza è il tuo nome. [7] Chi non ti temerebbe, re delle nazioni? Poiché questo ti è dovuto; poiché fra tutti i saggi delle nazioni e in tutti i loro regni non c’è nessuno pari a te. [8] Ma costoro tutti insieme sono stupidi e insensati; non è che una dottrina di vanità, non è altro che legno, [9] argento battuto in lastre portato da Tarsis, oro venuto da Ufaz, opera di scultore e di mano d’orefice; sono vestiti di porpora e di scarlatto, sono tutti lavoro di abili artefici. [10] Ma il Signore è il vero Dio, egli è il Dio vivente e il re eterno; per la sua ira trema la terra e le nazioni non possono resistere davanti al suo sdegno.”.

Geremia continua a fornire ragioni per le quali, pur nell’essere disperso in mezzo alle nazioni, il popolo non doveva abbandonarsi all’idolatria, illudendosi nel loro rivolgersi a dèi ciechi, muti, sordi, immibili proposti dai pagani … Non doveva dimenticare il solo vero Dio … Infatti, chi è Dio, la Sua identità, eternità, onnipotenza e gloria non dipendono dalle circostanze, dal fatto che lo riconosciamo o meno … se la Sua gloria dipendesse da noi, sarebbe sparita da tanto tempo … (6)

Così, quasi ignorando le loro circostanze, pur nel bel mezzo dell’annuncio del giudizio di Dio, Geremia annuncia e ricorda loro la grandezza di Dio! Infatti è da folli non riconoscerLo … “Non c’è nessuno pari a te, Signore; tu sei grande, e grande in potenza è il tuo nome. Chi non ti temerebbe, re delle nazioni? Poiché questo ti è dovuto; poiché fra tutti i saggi delle nazioni e in tutti i loro regni non c’è nessuno pari a te.”! (7)

Sarebbe folle non temere Dio … eppure, contro ogni logica, nonostante tali evidenze, il popolo si dava all’idolatria: “costoro tutti insieme sono stupidi e insensati; non è che una dottrina di vanità, non è altro che legno, argento battuto in lastre portato da Tarsis, oro venuto da Ufaz, opera di scultore e di mano d’orefice; sono vestiti di porpora e di scarlatto, sono tutti lavoro di abili artefici.”! (8-9)

Resta il fatto che: “il Signore è il vero Dio, egli è il Dio vivente e il Re eterno; per la sua ira trema la terra e le nazioni non possono resistere davanti al suo sdegno.”!

Ad una prima impressione, il popolo sembra come una bestia ostinata, senza alcuna sensatezza e che, nonostante le botte del padrone, resta nella sua ostinazione, capace solo di lamentarsi, ma non di imparare la lezione e cambiare atteggiamento!

Non è così anche nella nostra vita? Non ci mostriamo testardi, ostinati quando ci facciamo dominare dal vizio, quando piuttosto che attaccarci al Signore per poter resistere nelle tentazioni, ignoriamo volutamente la Sua presenza, la Sua potenza e la Sua Parola, ignoriamo la Sua Legge … e non impariamo proprio niente, nonostante Egli ci riprenda e le nostre circostanze ci ricordino chiaramente la nostra condizione e il nostro bisogno di Dio?

Non facciamo altrettanto quando, qualunque siano le nostre circostanze, viviamo ignorando completamente chi è Dio, cos’ha fatto per noi e anche cosa giustamente pretende da noi, essendo il nostro Creatore e Colui che ci rinnova ogni giorno la vita!?

Signore, perdona la mia ostinazione nel peccato, il mio trascurare la Tua grandezza, la Tua gloria, preso dalle mie circostanze, distratto da altro anziché essere preso da Te, piuttosto che tenere gli occhi fissi su di Te!

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Chiesa Evangelica Isola

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