Qualunque prova affrontiamo, se non viviamo attaccati al Signore in una relazione esclusiva, facciamo un disastro …

“[1] Questi sono i popoli che il Signore lasciò stare per mettere alla prova, per mezzo di essi, Israele, cioè tutti quelli che non avevano visto le guerre di Canaan. [2] Egli voleva soltanto che le nuove generazioni dei figli d’Israele conoscessero e imparassero la guerra: quelli, per lo meno, che non l’avevano mai vista prima. Questi popoli erano: [3] i cinque prìncipi dei Filistei, tutti i Cananei, i Sidoni e gli Ivvei, che abitavano la montagna del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all’ingresso di Camat. [4] Queste nazioni servirono a mettere Israele alla prova, per vedere se Israele avrebbe ubbidito ai comandamenti che il Signore aveva dato ai loro padri per mezzo di Mosè. [5] Così i figli d’Israele abitarono in mezzo ai Cananei, agli Ittiti, agli Amorei, ai Ferezei, agli Ivvei e ai Gebusei; [6] sposarono le loro figlie, diedero le proprie figlie come spose ai loro figli e servirono i loro dèi.”.

Continua, in questi primi capitoli del libro, la descrizione del modo in cui Dio agì nei confronti del Suo popolo prima di intervenire suscitando i Suoi Giudici …

Ricordo che il libro non descrive una precisa cronologia storica, ma una sintesi, perciò anche se non è esplicitamente scritto si capisce bene dalle espressioni del libro che, dopo l’arrivo nella terra promessa data loro dal Signore, le generazioni passavano, il tempo passava e, pur non essendo tutto narrato nel testo, ci sono altri eventi fra le righe che anche se non li leggiamo, perché non sono esplicitamente raccontati, capiamo facilmente che ci sono stati …

Un altro aspetto interessante di questo testo è che l’autore ricorda come con queste nuove generazioni Dio stava agendo per metterli alla prova … il che non significava che Dio lo facesse per riuscire a capire Lui come si sarebbe comportato il popolo (essendo Dio, non ne aveva certo bisogno) … Quindi la prova serviva a fare in modo che il popolo si rendesse conto di ciò che era davvero, quale fosse la loro natura, come si sarebbero comportati, quali scelte avrebbe fatto e quanto ci tenesse o meno alla propria relazione con Dio …

Dio era Colui che aveva dato inizio dal nulla a quel popolo, chiamando Abramo di fra i pagani della Caldea e facendone poi una grande nazione …

Così Dio voleva dimostrare al popolo, e infatti ci riuscì perfettamente, che nonostante le grandi cose fatte in loro favore la loro tendenza naturale non era affatto quella di riconoscere Dio e vivere secondo la Sua volontà, ma piuttosto di lasciarsi facilmente coinvolgere dai popoli pagani che Dio aveva lasciato fra loro, perché capissero cosa sarebbe significato restare in contatto con loro che abitavano tutta la montagna del Libano …

Quelli che Dio stava mettendo alla prova, quindi, era una nuova generazione del popolo ed erano tutti quelli che non avevano vissuto il periodo di conquista della terra promessa, non avevano mai vissuto la guerra e non si rendevano conto di quanta differenza facesse viverla e affrontare i popoli nemici con o senza la guida del, Signore, con o senza la Sua forza che li proteggeva e guidava … “… cioè tutti quelli che non avevano visto le guerre di Canaan.” [2]

I popoli pagani che Dio aveva lasciato attorno a loro erano: “[3] i cinque prìncipi dei Filistei, tutti i Cananei, i Sidoni e gli Ivvei, che abitavano la montagna del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all’ingresso di Camat.”.

Dio volle dimostrare così a Israele, mettendolo alla prova, che come popolo non avrebbero ubbidito ai comandamenti del Signore, dati attraverso Mosè, non si sarebbero preoccupati di ascoltare la Sua voce, né avrebbero seguito la Sua volontà … [4]

Anzi, come poi la storia dimostrò, piuttosto che eliminare quei popoli, come Dio aveva comandato all’inizio della conquista della terra promessa, si sarebbero mescolati con loro, seguendo spudoratamente il culto pagano e i loro dèi …

“[5] i figli d’Israele abitarono in mezzo ai Cananei, agli Ittiti, agli Amorei, ai Ferezei, agli Ivvei e ai Gebusei; [6] sposarono le loro figlie, diedero le proprie figlie come spose ai loro figli e servirono i loro dèi.”!

Ho dovuto riflettere in generale su cosa è capace di combinare da solo il popolo del Signore, i figli adottivi di Dio, la Sua Chiesa … di cosa sono capaci quando in realtà vivono ignorando la Parola di Dio, la Sua volontà, la presenza di Dio, le grandi cose che Egli ha fatto …

Cioè, di cosa siamo capaci quando camminiamo da soli, quando ci teniamo lontani da Dio, quando smettiamo di temerLo, onorarLo e di cercare la Sua faccia, quando dimentichiamo di tenere ben presente che Egli c’è con noi ogni giorno …

Un disastro dopo l’altro, di questo siamo capaci!

Non a caso Gesù spiegò, in Giovanni 15, l’importanza di una relazione stretta e costante con Lui con l’immagine della vite e dei tralci … Se non siamo attaccati alla vite, non viviamo davvero e tantomeno portiamo del buon frutto …

Se non camminiamo illuminati dalla Sua Parola e protetti dai Suoi comandamenti, se non al desideriamo che Dio cammini davanti a noi e combatta le nostre battaglie … siamo perduti e ci facciamo molte male!

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