Preconcetti e superficialità distruggono le relazioni …

[10] E come giunsero alla regione del Giordano che appartiene al paese di Canaan, i figli di Ruben, i figli di Gad e la mezza tribù di Manasse vi costruirono un altare, presso il Giordano: un grande altare, che colpiva la vista. [11] I figli d’Israele udirono che si diceva: «Ecco, i figli di Ruben, i figli di Gad e la mezza tribù di Manasse hanno costruito un altare di fronte al paese di Canaan, nella regione del Giordano, dal lato dei figli d’Israele». [12] Quando i figli d’Israele udirono questo, tutta la comunità dei figli d’Israele si riunì a Silo per salire a combattere contro di loro. [13] E i figli d’Israele mandarono ai figli di Ruben, ai figli di Gad e alla mezza tribù di Manasse, nel paese di Galaad, Fineas, figlio del sacerdote Eleazar, [14] e con lui dieci capi, un capo per ogni casa paterna di tutte le tribù d’Israele: tutti erano capi di una casa paterna fra le migliaia d’Israele. [15] Essi andarono dai figli di Ruben, dai figli di Gad e dalla mezza tribù di Manasse nel paese di Galaad, e dissero loro: [16] «Così ha detto tutta la comunità del Signore: “Che cos’è questa infedeltà che avete commesso contro il Dio d’Israele? Oggi, perché voltate le spalle e non seguite più il Signore e avete costruito un altare per ribellarvi oggi al Signore? [17] È forse poca cosa per noi il peccato commesso a Peor del quale fino a oggi non ci siamo purificati e che attirò quel flagello sulla comunità del Signore? [18] Voi oggi voltate le spalle e non seguite più il Signore! Così, se oggi voi vi ribellate al Signore, domani egli si adirerà contro tutta la comunità d’Israele. [19] Se ritenete impuro il paese che possedete, ebbene, passate nel paese che è proprietà del Signore, dov’è stabilito il tabernacolo del Signore, e stanziatevi in mezzo a noi; ma non vi ribellate al Signore e non fate di noi dei ribelli, costruendovi un altare oltre all’altare del Signore nostro Dio. [20] Acan, figlio di Zerac, che commise un’infedeltà relativa all’interdetto, non attirò forse l’ira del Signore su tutta la comunità d’Israele? Così quell’uomo non fu il solo a perire per la sua iniquità”». [21] Allora i figli di Ruben, i figli di Gad e la mezza tribù di Manasse risposero e dissero ai capi delle migliaia d’Israele: [22] «Dio, Dio, il Signore, Dio, Dio, il Signore lo sa, e anche Israele lo saprà. Se abbiamo agito per ribellione, o per infedeltà verso il Signore, o Dio, non ci salvare in questo giorno! [23] Se abbiamo costruito un altare per voltare le spalle e non seguire più il Signore; se è per offrirvi sopra olocausti o oblazioni o per farvi sopra sacrifici di riconoscenza, il Signore ce ne chieda conto! [24] Egli sa se non lo abbiamo fatto, invece, per timore di questo: che, cioè, in avvenire, i vostri figli potessero dire ai nostri figli: “Che cosa avete a che fare voi con il Signore, il Dio d’Israele?” [25] Il Signore ha posto il Giordano come confine tra noi e voi, o figli di Ruben, o figli di Gad; voi non avete parte alcuna nel Signore! E così i vostri figli farebbero cessare i nostri figli dal temere il Signore. [26] Perciò abbiamo detto: “Mettiamo ora mano a costruirci un altare, non per offrirci sopra olocausti né sacrifici, [27] ma perché serva da testimonianza tra noi e voi e in mezzo ai nostri discendenti dopo di noi, che vogliamo servire il Signore, nel suo cospetto, con i nostri olocausti, con i nostri sacrifici e con i nostri sacrifici di riconoscenza, affinché i vostri figli non abbiano un giorno a dire ai figli nostri: ‘Voi non avete parte alcuna nel Signore!’” [28] E abbiamo detto: “Se in avvenire essi diranno questo a noi o ai nostri discendenti, noi risponderemo: ‘Guardate la forma dell’altare del Signore che i nostri padri fecero, non per olocausti né per sacrifici, ma perché servisse di testimonianza tra noi e voi’”. [29] Lungi da noi l’idea di ribellarci al Signore e di voltare le spalle e non seguire più il Signore, costruendo un altare per olocausti, per oblazioni o per sacrifici, oltre all’altare del Signore nostro Dio, che è davanti al suo tabernacolo!» [30] Quando il sacerdote Fineas, e i capi della comunità, i capi delle migliaia d’Israele che erano con lui, ebbero udito le parole dette dai figli di Ruben, dai figli di Gad e dai figli di Manasse, rimasero soddisfatti. [31] Fineas, figlio del sacerdote Eleazar, disse ai figli di Ruben, ai figli di Gad e ai figli di Manasse: «Oggi riconosciamo che il Signore è in mezzo a noi, perché non avete commesso questa infedeltà verso il Signore; così avete liberato i figli d’Israele dalla mano del Signore». [32] Fineas, figlio del sacerdote Eleazar, e i capi si allontanarono dai figli di Ruben e dai figli di Gad e tornarono dal paese di Galaad al paese di Canaan presso i figli d’Israele, ai quali riferirono l’accaduto. [33] I figli d’Israele furono soddisfatti, benedissero Dio e non parlarono più di salire a combattere contro i figli di Ruben e di Gad per devastare il paese che essi abitavano. [34] E i figli di Ruben e i figli di Gad diedero a quell’altare il nome di Ed, perché dissero: «Esso è una testimonianza in mezzo a noi che il Signore è Dio».

Vista la lunghezza di questo brano narrativo, mi limito a poche riflessioni …

Quel “si dice” del v. 11 dimostra quanto fragili possano essere le relazioni umane se lasciamo spazio alle chiacchiere, ai preconcetti, al sospetto …

Ci riempiamo la bocca del principio giuridico secondo il quale una persona resta innocente fino a che non si possa dimostrare il contrario … ma nei fatti siamo pronti a condannare in fretta anche solo sulla base di sospetti, calunnie, accettando le chiacchiere come ‘evidenze’ …

Tutto Israele al di qua del Giordano, quando ‘sentì dire’ che Ruben, Gad e la mezza tribù di Manasse (i cui uomini avevano appena lasciato il resto del popolo per fare ritorno alle loro terre e alle loro famiglie oltre il Giordano, avendo combattuto con loro e per loro), avevano costruito un altare … subito sospettarono il male!

Su questa base (assurda, maligna e superficiale) decisero che avrebbero mosso loro guerra … Così misero insieme una delegazione che avrebbe annunciato una chiara repressione contro la loro idolatria da parte del resto del popolo …

Incredibile, ma vero …

Ci volle tutta la pazienza, la capacità oratoria e le spiegazioni dei rappresentanti delle due tribù e mezzo per spiegare quanto assurda fosse l’idea che si erano costruiti sospettando il male e reagendo contro di loro!

La verità era ben diversa, come spiegarono chiaramente … avevano semplicemente costruito un monumento alla memoria, temendo che nel futuro sarebbero sorte delle difficoltà e che gli Israeliti oltre il Giordano avessero cominciato a considerare quelli prima del fiume come Israeliti di serie B …

Non avevano torto in questo timore, visto quello che era successo proprio in quella fase e come il resto di Israele era pronto a muovere loro guerra per punirli di ciò che stava solo nella loro testa e nel loro sospetto …

Dopo ampia dimostrazione, finalmente la ‘tesi’ fu smontata e la minaccia di guerra fu scongiurata … la delegazione restò soddisfatta delle spiegazioni e fece rientro a Silo, oltre il Giordano …

Imparo quanto sia pericoloso il nostro cuore, quanto siamo veloci nella nostra mente corrotta dal peccato a sospettare il male, anziché aspettare e verificare, prima di correre a conclusioni …

Imparo che le relazioni sono messe a rischio dalla nostra superficialità, dal facile giudizio e dai preconcetti …

Signore, guardami da questi atteggiamenti, fa che consideri gli altri innocenti fino a dimostrazione del contrario …

Aiutami a conservare le relazioni che Tu mi doni come beni preziosi

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Chiesa Evangelica Isola

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