“… sarebbe cosa abominevole per il Signore tuo Dio …”
[21] Non metterai nessun idolo di Astarte, fatto di qualsiasi legno, accanto all’altare che costruirai al Signore tuo Dio; [22] e non piazzerai nessuna statua; cosa che il Signore, il tuo Dio, odia.
[1] «Non sacrificherai al Signore, tuo Dio, bue o pecora che abbia qualche difetto o qualche deformità, perché sarebbe cosa abominevole per il Signore tuo Dio.”.
Mosè, nella ripetizione della Legge che fece, preparando la nuova generazione prima dell’entrata nella terra promessa, questa volta sottolineò quanto fosse inaccettabile, odioso, ingrato, peccaminoso, folle, esecrabile, condannabile davanti a Dio qualsiasi forma di idolatria!
Dio sapeva bene quali e quanti dèi avrebbero trovato gli israeliti fra le religioni dominanti nella diffusa idolatria di quei popoli pagani …
La prima ad essere citata come una tentazione idolatrica, mettendo in guardia il popolo, era Astarte, la dea fenicia e cananea della fertilità, della sessualità e della guerra … rappresentava un culto estremamente diffuso nel Vicino Oriente antico …
Dio odia l’idolatria e Mosè lo ribadisce … darsi al culto degli dèi era un modo spudorato per tradire la relazione con Dio, il solo vero Dio, a cui dovevano tutto! Perciò Dio rifiuta, odia ogni forma di idolatria … che rappresenta una sfida, un affronto alla Sua sovranità e signoria …
In nessuna relazione sana come coniugi saremmo disposti a vedere un ‘concorrente’ in una posizione pari o addirittura superiore alla nostra nella relazione coniugale … Eppure gli israeliti sembravano considerare plausibile un atteggiamento del genere, cioè di tradimento nella relazione con Dio! [21-22]
È interessante che è in questo contesto di “tradimento” che Mosè inserisce anche i sacrifici a Dio fatti con animali con difetti, anziché il meglio …
Evidentemente anche questo era un affronto a Dio inaccettabile … proprio perché era un sacrificio con lo scarto, con animali difettosi …
La descrizione di questo atteggiamento ha acceso in me una riflessione: ho immaginato che invece di Gesù sulla croce fosse posto Barabba … che senso avrebbe avuto ai fini della salvezza? Nessuno, del tutto inutile …
Allo stesso modo, sacrificare un animale difettoso significava calpestare una degli aspetti simbolici più importanti nei sacrifici … infatti i sacrifici preparavano il popolo al Messia, mostravano simbolicamente come il sacrificio perfetto del Messia di Dio avrebbe un giorno pagato i peccati di ogni persona che con fede avrebbe creduto in Lui!
Usare un animale difettoso significava affermare che chiunque sarebbe stato adatto a quel sacrificio! Niente di più falso … [1]
Perciò un comportamento del genere Mose lo definí “abominevole”, esecrabile, vergognoso, condannabile, inaccettabile …
Non significava solo fare un sacrificio a Dio con lo ‘scarto’, con ciò che avanzava, anziché col meglio … ma addirittura significava calpestare e annullare l’aspetto sacro e simbolico del sacrificio, cioè da fare con un animale senza difetto, innocente, insegnando al popolo ciò che sarebbe stato necessario e che Dio aveva pensato e preparato per riscattare il Suo popolo … come la Legge comandava.
Già, senza l’Agnello di Dio, unico, senza difetto e senza macchia, innocente, disposto a dare la propria vita per i Suoi nemici, non ci sarebbe speranza, né ora, né per l’eternità …



