“… lo farai partecipe delle benedizioni che il Signore, il tuo Dio, ti avrà elargito …”

[12] Se un tuo fratello ebreo o una sorella ebrea si vende a te, ti servirà sei anni; ma il settimo, lo manderai via da te libero. [13] Quando lo manderai via da te libero, non lo rimanderai a mani vuote; [14] lo fornirai generosamente di doni presi dal tuo gregge, dalla tua aia e dal tuo torchio; lo farai partecipe delle benedizioni che il Signore, il tuo Dio, ti avrà elargito; [15] ti ricorderai che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il Signore, il tuo Dio, ti ha redento; perciò io ti do oggi questo comandamento. [16] Ma se il tuo schiavo ti dice: “Non voglio andarmene via da te”. Egli dice questo perché ama te e la tua casa e sta bene da te. [17] Allora prenderai una lesina, gli forerai l’orecchio contro la porta, ed egli sarà tuo schiavo per sempre. Lo stesso farai per la tua schiava. [18] Non ti dispiaccia rimandarlo libero, poiché ti ha servito sei anni e un operaio ti sarebbe costato il doppio, e il Signore, il tuo Dio, ti benedirà in tutto quel che farai.

Dopo aver ribadito che tutto ciò che avevano era un dono di Dio e che la “legge di remissione” ricordava loro il bisogno di combattere l’avidità … Mosè parla anche della schiavitù ‘a scadenza’ … un altro criterio voluto da Dio nella Sua buona Legge per il loro bene …

Per quanto strano ci appaia, la schiavitù era parte del sistema sociale e del welfare, del sistema lavoro dell’epoca , ma Dio lo regola con delle differenze radicali nel Suo popolo …

Se un membro del tuo popolo è costretto a diventare tuo schiavo per un debito economico, il massimo periodo per pagare i suoi debiti sarà di 6 anni, perché nel settimo andrà liberato … il criterio del debito limitato andava applicato anche al periodo di schiavitù. (12)

Un altro aspetto che Dio ribadì al popolo attraverso Mosè era la misericordia e la generosità … tutto si fondava sulla coscienza di aver ricevuto è di continuare a ricevere da Dio misericordia e generosità immeritata!

Concretamente, all’atto della liberazione, nel settimo anno, dovevano concedere allo schiavo liberato o licenziato una ‘buonuscita’, con doni da ogni ambito nel quale venivano benedetti dal Signore (vino, olio, animali) … (13-14)

“… lo farai partecipe delle benedizioni che il Signore, il tuo Dio, ti avrà elargito”!

Non dimenticare mai che ciò che hai non è tuo, ma ti è donato … Se Dio non ti rinnovasse la vita, saresti morto, se non rendesse il grembo fertile non avresti figli, se non moltiplicasse gli animali, non ne avresti, se non rendesse la terra produttiva non ne godresti i frutti … se non ti proteggesse dai nemici e dalla malattia, faresti una brutta fine …

Ricordati chi sei e da dove vieni, di Chi è il merito di tutto per capire il senso di questi comandamenti … (15)

Potrà capitare che chi si è reso schiavo per i propri debiti con te voglia restare perché si è trovato bene … se lo hai trattato bene è possibile, perché ormai ti ama con la tua famiglia …

Accettalo, come fosse di famiglia, resterà per sempre … (16) fai su di lui il segno di questo legame, rendi stabile la sua posizione … (17)

Se invece sceglie di andarsene “non ti dispiaccia” … (18) Hai avuto un vantaggio dal suo servizio, un operaio ti sarebbe costato molto di più … non farti vincere dall’avidità , resta generoso, perché sei oggetto della generosità immeritata dal tuo Dio, che continua a benedirti!

La buona Legge di Dio, seguire la Sua volontà, vivere secondo i Suoi criteri, produce il nostro bene e Dio resta fedele …

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Chiesa Evangelica Isola

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