“… il giudizio appartiene a Dio …”
[9] In quel tempo io vi dissi: “Io non posso da solo sostenere il peso di questo popolo. [10] Il Signore vostro Dio vi ha moltiplicati, e oggi siete numerosi come le stelle del cielo. [11] Il Signore, il Dio dei vostri padri, vi aumenti anche mille volte di più e vi benedica come vi ha promesso di fare! [12] Ma come posso io, da solo, portare il vostro carico, il vostro peso e le vostre liti? [13] Prendete nelle vostre tribù degli uomini savi, intelligenti e conosciuti, e io li stabilirò come vostri capi”. [14] Voi mi rispondeste: “È bene che facciamo quello che tu proponi”. [15] Allora presi i capi delle vostre tribù, uomini saggi e conosciuti, e li stabilii sopra di voi come capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine, capi di decine, e come responsabili nelle vostre tribù. [16] In quel tempo diedi quest’ordine ai vostri giudici: “Ascoltate le cause dei vostri fratelli, e giudicate con giustizia le questioni che uno può avere con il fratello o con lo straniero che abita da lui. [17] Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali; darete ascolto al piccolo come al grande; non temerete alcun uomo, poiché il giudizio appartiene a Dio; e le cause troppo difficili per voi le presenterete a me e io le ascolterò”. [18] Così, in quel tempo, io vi ordinai tutte le cose che dovevate fare.
Anche questa parte dell’iniziale discorso di Mosè al popolo, preparandolo ad entrare nella Terra promessa, si fonda sui ricordi delle esperienze vissute a suo tempo, nella fase prima del periodo nel deserto, quella vissuta perché erano stati condannati a causa della loro ribellione a Dio!
Infatti, la ribellione e la disubbidienza era costata una intera generazione, cioè tutti quelli che erano usciti a suo tempo dall’Egitto, in quei i 40 anni sarebbero dovuti venire meno, cioè morire prima che i loro figli potessero entrare nella Terra promessa …
Un tristissimo pezzo di storia, ma nonostante la gravità della situazione Dio non aveva rinunciato ad essere misericordioso e mantenere le sue antiche promesse …
Così, in questa fase, Mosè inizia il discorso citando le esperienze del passato, riproponendo le stesse lezioni di allora, tenendo conto che nonostante tutto quello che era accaduto in quei i 40 anni, Dio era restato fedele e non era arrivato a decretare la distruzione del popolo, come avrebbero meritato …
Questa parte del ricordo di Mosè riguarda il modo in cui Dio aveva voluto organizzare il governo del popolo a suo tempo, cioè come si era passati dalla fase dell’unica guida, quando era solo Mosè a capo del popolo, accompagnandolo fuori dall’Egitto, fino al momento in cui ricevettero la Legge sulla montagna …
La benedizione di Dio si era dimostrata nella grande moltiplicazione numerica del popolo, il che aveva richiesto un’organizzazione governativa e gestionale adeguata alla enorme crescita d’Israele … (10-11)
Forse ricorderai l’episodio dell’intervento di Jetro, suocero di Mosè, quando a suo tempo vedendo affaticato gli aveva dato un consiglio saggio, cioè di dotare il popolo di una struttura, una rete amministrativa, nominando capi di gruppi più piccoli che lo aiutassero ad amministrare la giustizia sull’intero popolo …
Era infatti ormai diventato impossibile farlo da solo, perché richiedeva uno sforzo disumano di tempo ed energie che lo avrebbero esaurito e schiacciato …
Così Mosè ricorda loro l’evidenza del fatto che Dio aveva mantenuto la promessa fatta da Abramo, moltiplicandoli così tanto, proprio come aveva promesso al patriarca, cioè “numerosi come le stelle del cielo, come la sabbia del mare” …
Dio aveva rinnovato la Sua benedizione e perciò Mosè, che stava per salutare e lasciare il popolo, stava dando di nuovo loro le istruzioni per prepararsi ad affrontare quella nuova fase, ma senza di lui, con l’entrata nella Terra promessa …
Così invoca la benedizione del Signore, perché Egli rinnovasse la Sue promesse sul popolo, perché lo moltiplicasse ancora, lo rendesse forte e capace di affrontare il proprio futuro …
Mosè, come aveva fatto a suo tempo, ascoltando il consiglio di Jetro e sotto la guida del Signore, spiega che bisognava adottare lo stesso sistema voluto da Dio, cioè scegliendo uomini saggi e intelligenti e mettendoli a capo di gruppi familiari, di clan e quindi di tribù per amministrare la giustizia … (11-13)
Mosè ha voluto ricordare anche quale era stata la risposta del popolo, cioè la disponibilità e la sottomissione, la collaborazione che all’epoca avevano dimostrato ubbidendo a Dio, per consentire la realizzazione del progetto governativo voluto dal Signore, cioè come il popolo si fosse assunto la responsabilità e avesse risposto positivamente agli ordini del Signore … (14-15)
Così Mosè ricorda le raccomandazioni fatte a suo tempo e che ora venivano reiterate, rinnovate, perché coloro che accettavano di assumere l’impegno di guidare le loro decine o le loro cinquantine, le loro centinaia o le loro tribù, venivano di fatto costituiti giudici, assumendo un impegno morale davanti a Dio e al popolo, un impegno serio con il quale accettavano di amministrare la giustizia secondo la Legge di Dio! Un impegno serio davanti a Dio a farlo con correttezza e trasparenza, non accettando regali, non lasciandosi corrompere, restando onesti, imparziali, rispettando le reali condizioni delle persone, non facendosi influenzare dal livello sociale delle persone coinvolte, da ricchezza o povertà, non dovevano temere nessuno, rispettando lo straniero alla pari del cittadino israelita, nella misura in cui questi viveva con loro e rispettava la Legge di Dio.
Quindi Mosè li stava incoraggiando ad usare saggezza, ricordandosi che comunque in tutto questo c’erano ovviamente dei casi limite, proprio come aveva fatto Mosè quando si rendeva conto di non poter affrontare casi particolarmente complessi, difficili …
Quindi le situazioni troppo complesse andavano presentate al Signore, cioè nel tabernacolo attraverso il sacerdote, per coinvolgere coscientemente e direttamente il Signore stesso, il quale aveva promesso che sarebbe intervenuto direttamente … (16-18)
Così, anche per i nuovi capi costituiti restava valido il sacrosanto principio, secondo il quale l’ultimo giudizio resta del Signore!
Allora, come oggi, afferma Mosè, dovete prepararvi davanti a Dio ad affrontare il futuro con la Sua guida, rinunciando alla ribellione, rinunciando alla folle idea di seguire il vostro cuore …
Che lezione sempre valida per il mio cuore corrotto dal peccato!



