“Non temete! Si fortifichino le vostre mani!”
[1] La parola del Signore degli eserciti mi fu rivolta in questi termini: [2] «Così parla il Signore degli eserciti: “Io provo per Sion una grande gelosia, sono geloso di lei con grande ardore”. [3] Così parla il Signore: “Io torno a Sion e abiterò in mezzo a Gerusalemme; Gerusalemme si chiamerà la Città della fedeltà, il monte del Signore degli eserciti, Monte santo”. [4] Così parla il Signore degli eserciti: “Ci saranno ancora vecchi e vecchie che si siederanno nelle piazze di Gerusalemme, ognuno avrà il bastone in mano a motivo della loro età molto avanzata. [5] Le piazze della città saranno piene di ragazzi e di ragazze che si divertiranno”. [6] Così parla il Signore degli eserciti: “Se ciò sembrerà impossibile agli occhi del resto di questo popolo in quei giorni, sarà forse impossibile anche agli occhi miei?”, dice il Signore degli eserciti. [7] Così parla il Signore degli eserciti: “Ecco, io salvo il mio popolo dalla terra d’oriente e dalla terra d’occidente. [8] Li ricondurrò, ed essi abiteranno in mezzo a Gerusalemme; essi saranno mio popolo e io sarò loro Dio con fedeltà e con giustizia”. [9] Così parla il Signore degli eserciti: “Fortificate le vostre mani, o voi che oggi udite queste parole dalla bocca dei profeti che c’erano quando venivano gettate le fondamenta della casa del Signore degli eserciti, affinché il tempio sia ricostruito. [10] Prima di questi giorni non c’era salario per il lavoro dell’uomo, né salario per il lavoro delle bestie; non c’era nessuna sicurezza per quelli che andavano e venivano, a motivo del nemico, e io mettevo gli uni contro gli altri. [11] Ma ora io non sono più per il rimanente di questo popolo com’ero nei tempi passati”, dice il Signore degli eserciti. [12] “Infatti, ci sarà un seme di pace: la vite porterà il suo frutto, il suolo darà i suoi prodotti e i cieli daranno la loro rugiada; darò a questo popolo superstite il possesso di tutte queste cose. [13] Così come siete stati una maledizione fra le nazioni, così, o casa di Giuda e casa d’Israele, io vi salverò, e sarete una benedizione. Non temete! Si fortifichino le vostre mani!”.
Dopo l’esortazione al popolo, da parte del Signore attraverso Zaccaria, a riflettere seriamente sulle ragioni del loro cuore, cioè sul perché effettivamente facevano le cose, perché mangiavano e bevevano, perché digiunavano, a chi davvero rivolgevano il loro culto … Tutte queste esortazioni a chiedersi onestamente quali fossero le ragioni del loro cuore, nascevano dall’interrogativo posto ai sacerdoti dalla delegazione che era venuta da Betel, per capire se bisognava continuare o meno a praticare il digiuno prescritto ormai da 70 anni …
A questo punto inizia una pagina luminosa per il popolo nelle rivelazioni di Dio, annunciando eventi che sarebbero seguiti nella fase di restaurazione, ora che era ripresa l’attività del culto nel tempio di Gerusalemme …
Zaccaria descrive quella fase con una serie di promesse stupende di benedizione, di riabilitazione del popolo, che fonda e spiega su una “gelosia” spirituale da parte di Dio nei loro confronti … Sì, perché il Signore non era disposto, come aveva dimostrato attraverso il giudizio e i 70 anni di esilio, a dividere con chicchessia, con chiunque altro, con un qualunque idolo il rapporto ed il patto col Suo popolo, la relazione speciale che aveva con loro … (1-2)
Dio sarebbe tornato ad abitare a Gerusalemme, ad essere in mezzo al popolo … la città sarebbe stata chiamata (3) “la Città della fedeltà, il Monte santo”.
Nella città, che era stata per 70 anni distrutta, abbandonata, rasa al suolo … sarebbe tornata la vita, a cominciare dalla presenza del Signore nel tempio …
Le immagini che Zaccaria descrive sono meravigliose: sarebbero tornati in piazza i vecchi, tanto vecchi da usare i loro bastoni … a dimostrare che ci sarebbero stati di nuovo in mezzo al popolo di Dio persone con l’onore ed il lusso di poter invecchiare … bambini e ragazzi sarebbero tornati a giocare nelle loro strade … Tutte immagini di gioia, pace, redenzione … grazie alla presenza e all’opera del Signore ma, soprattutto grazie alla misericordia che Egli avrebbe usata ancora verso il Suo popolo immeritevole … (4-5)
Ciò che durante l’esilio era assolutamente impensabile, impossibile … non sarebbe però rimasto tale per Dio! (6)
Dio stava promettendo di riportare il Suo popolo nella sua terra ed Egli avrebbe dimorato fedelmente fra loro, amministrando e assicurando la Sua giustizia! (7-8)
Segue una stupenda parola di incoraggiamento: “Fortificate le vostre mani, o voi che oggi udite queste parole dalla bocca dei profeti …”! (9)
I profeti erano testimoni della misericordia e della potenza di Dio, che avevano visto di nuovo da quando erano ripartiti i lavori di ricostruzione del tempio …
Dio ribadisce la Sua sovranità … infatti quello che avevano subito era dovuto al loro peccato, ma il giudizio era determinato dal Signore! Nel Suo giudizio andava riconosciuta la ragione della desolazione di terra e animali … anche la cattiveria e la litigiosità era dovuta all’abbandono del Signore! (10-11)
Arrivava ora il tempo della pace e della benedizione, la terra sarebbe tornata fruttuosa e ne avrebbero goduto i frutti … (12)
Parole davvero rigeneranti per il residuo del popolo che tornava a vedere la benedizione e l’Amore di Dio: “Così come siete stati una maledizione fra le nazioni, così o casa di Giuda e casa d’Israele io vi salverò, e sarete una benedizione. Non temete! Si fortifichino le vostre mani!”! (13)
Già, dalla pace con Signore derivano benedizioni infinite, appagamento, gioia … Dobbiamo pensarci, quando la follia tenta il nostro cuore … perché il Suo giudizio è invece terribile! Rinforziamo convinti le nostre mani, per tornare a servirLo con zelo!



