“Tornate a me” dice il Signore degli eserciti “e io tornerò a voi …”

[1] Nell’ottavo mese del secondo anno di Dario la parola del Signore fu rivolta al profeta Zaccaria, figlio di Berechia, figlio d’Iddo, in questi termini: [2] «Il Signore si è molto adirato contro i vostri padri. [3] Tu dirai loro: Così parla il Signore degli eserciti: “Tornate a me”, dice il Signore degli eserciti, “e io tornerò a voi”, dice il Signore degli eserciti. [4] “Non siate come i vostri padri, ai quali i profeti precedenti si rivolgevano, dicendo: ‘Così dice il Signore degli eserciti: Tornate indietro dalle vostre vie malvagie, dalle vostre malvagie azioni!’ Ma essi non diedero ascolto e non prestarono attenzione a me”, dice il Signore. [5] “I vostri padri dove sono? E quei profeti potevano forse vivere per sempre? [6] Ma le mie parole e i miei decreti, che avevo ordinato ai profeti, miei servitori, non arrivarono forse a colpire i vostri padri? Allora essi si convertirono e dissero: ‘Il Signore degli eserciti ci ha trattati secondo le nostre vie e secondo le nostre azioni, come aveva deciso di fare’”».

Durante il regno di Dario, nello stesso periodo di Aggeo, fra i reduci del popolo rientrati in Giuda e quindi a Gerusalemme, fra i sacerdoti (Neemia 12 precisa che Zaccaria era in quel tempo capo della sua famiglia sacerdotale, discendente di suo nonno Iddo), Zaccaria fu chiamato a profetizzare, rafforzando così il servizio e la predicazione del profeta Aggeo … (1)

Anche Zaccaria, infatti, avrebbe esortato il popolo a mantenere l’impegno di ricostruzione del tempio, per completarlo e ridare vigore e regolarità al culto al Signore!

Il suo resoconto sulle profezie ricevute da Dio cominciano infatti con una forte esortazione a tornare al Signore! (2-3)

Per quanto brevi, questo primi versi sembrano una sorta di titolo al libro, un chiarimento ed una preparazione a tutta una serie di visioni che poi Zaccaria ebbe e con le quali Dio rivelò diversi insegnamenti e promesse per il loro futuro prossimo, ma anche per quello lontano, riferito agli ultimi tempi e quindi al futuro Regno di Dio.

Un po’ come a voler chiarire da subito quale fosse la loro situazione, Zaccaria riporta le parole ricevute da Dio e che richiamano ad un forte senso di responsabilità … cioè, la loro situazione, tutto ciò che avevano subito nel giudizio dal Signore, la distruzione la deportazione, la decimazione, l’esilio … ed anche le loro difficoltà nel non veder fruttare il loro impegno, le loro attività, le loro coltivazioni e allevamenti, la grande dedizione per ricostruire e abbellire le loro case (trascurando però la ricostruzione del tempio) … tutto era dipeso dalla loro volontà di vivere lontano dal Signore, dalla loro ottusità, dall’ostinazione nel peccato, dalla loro idolatria (avendo accolto e praticando culti pagani, mescolandoli con la loro tradizione religiosa) e ora trascurando la ricostruzione del tempio a vantaggio delle loro case private, trascurando quindi il culto a Dio!

Tutto era in sostanza racchiuso nelle parole dirette di Dio: “Così parla il Signore degli eserciti: Tornate a me, dice il Signore degli eserciti, e io tornerò a voi, dice il Signore degli eserciti.(3)

Il ripetere “… dice il Signore degli eserciti.” è, evidentemente, lo sforzo del profeta di rendere ancora più autorevoli le parole annunciate ad un popolo ben poco disposto a dare ascolto, richiamando alla Fonte divina di quelle parole!

Facendo un po’ di storia, infatti, Zaccaria li esorta a dissociarsi, allontanarsi dal comportamento dei loro padri che non avevano voluto ascoltare i profeti che lo avevano preceduto … il loro messaggio era stato in sostanza il medesimo: “Tornate indietro dalle vostre vie malvagie, dalle vostre malvagie azioni! … Ma essi non diedero ascolto e non prestarono attenzione …”! (4)

Ma che fine hanno fatto i vostri padri?

Questo chiede ironicamente il Signore … (5)

Certo, neppure i profeti vivono per sempre … ma le mie parole, le mie esortazioni, le mie minacce, gli avvertimenti … hanno raggiunto l’obiettivo, hanno colpito i vostri genitori e antenati, realizzando fedelmente le mie parole! (6)

Certo, poi i vostri padri si convertirono, ma solo a quel punto, solo costretti dal mio giudizio, solo allora ammisero le loro colpe, la loro folle ostinazione nel peccato … solo allora capirono ed accettarono:

“Il Signore degli eserciti ci ha trattati secondo le nostre vie e secondo le nostre azioni, come aveva deciso di fare.”!

Che grande esortazione a prenderci le nostre responsabilità, a dare ascolto al Signore …

Dio è disposto a perdonarci e accoglierci, se però torniamo a Lui, se abbandoniamo il nostro peccato, se ci ravvediamo davvero!

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Chiesa Evangelica Isola

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