“Piuttosto fate in modo che il diritto scorra come acqua di sorgente e la giustizia come un torrente sempre in piena …”
[18] Guai a voi che attendete fiduciosi il giorno del Signore! Per voi sarà un giorno di tenebre e non di luce. [19] Sarà come un uomo che fugge davanti al leone e s’imbatte in un orso; si rifugia in casa, appoggia la mano al muro ed è morso da un serpente. [20] Il giorno del Signore sarà tenebre e non luce, completamente oscuro. [21] Il Signore dice: «Io odio le vostre feste religiose, anzi le disprezzo! Detesto le vostre assemblee solenni. [22] Quando mi presentate i vostri sacrifici sull’altare, non li accetto; quando mi offrite grano, lo rifiuto; quando mi portate bestie grasse da sacrificare come segno di pace, nemmeno le guardo. [23] Basta! Non voglio più sentire il frastuono dei vostri canti, il suono delle vostre arpe. [24] Piuttosto fate in modo che il diritto scorra come acqua di sorgente, e la giustizia come un torrente sempre in piena. [25] «Israeliti, durante i quarant’anni passati nel deserto non mi avete presentato né sacrifici né offerte. [26-27] Ma ora vi siete fatti delle statue del vostro dio-re Siccùt e del vostro dio-stella Chiiòn. Perciò portatele con voi, quando vi manderò in esilio oltre Damasco! Così dice il Signore, Dio dell’universo».
Continuando nelle sue espressioni di giudizio, dopo aver condannato le trasgressioni della Legge data a Mosè da parte di Israele, dopo aver rimproverato pesantemente le donne ricche del popolo di essere un’influenza disastrosa sui loro mariti, Amos si concentra in particolare sull’ipocrisia del popolo nell’esprimere la propria falsa religiosità …
Dichiarate ipocritamente di aspettare con fiducia “il giorno del Signore”? Ma guai a voi! Perché: “Per voi sarà un giorno di tenebre e non di luce.”! (18)
Tutte le vostre ipocrite aspettative saranno disilluse! Per sottolineare questa affermazione usa una serie di immagini forti:
Fuggi da un leone e ti imbatti in un orso … corri in casa per rifugiarti e quando appoggi la mano al muro vieni morso da un serpente … (19)
Dici di aspettarti luce da quel giorno, ma per te sarà di tenebre fitte … (20)
Dio dichiara espressamente che non sopporta le loro ipocrite espressioni religiose:
“Il Signore dice: «Io odio le vostre feste religiose, anzi le disprezzo! Detesto le vostre assemblee solenni. Quando mi presentate i vostri sacrifici sull’altare, non li accetto …” (21-22)
Dio dichiara di non sopportare più la loro falsa lode, i loro canti e la musica del loro falso culto …(23)
Ciò che invece dovreste fare è dimostrare di essere davvero pentiti, di invertire la vostra direzione, dimostrare vera conversione e farlo in modo concreto, non a parole: “Piuttosto fate in modo che il diritto scorra come acqua di sorgente e la giustizia come un torrente sempre in piena.”!
Questo dovreste fare: ubbidire, sottomettervi a Me, pentirvi, agire davvero secondo la Mia volontà e non ipocritamente, …
Invece vi siete dati all’idolatria, vi siete fatti delle statue disprezzando Me e la mia Legge … perciò ricordatevi di portarvele dietro quelle statue quando andrete in esilio lontano, ben oltre la Siria, dove finirete per il mio giudizio! (25-27)
La conclusione di questa parte del discorso suona forte, e drammaticamente solenne: “Così dice il Signore, Dio dell’universo.”!
È Dio, il solo vero Dio, il Dio dell’universo che lo ha decretato! Non avete scampo!
Una chiara e dura condanna di ogni forma di ipocrisia nella vita di chi dichiara di temere Dio, ma in una vita vissuta solo nell’apparenza, con una falsa religiosità, una falsa giustizia … mostrandosi pio, ma vivendo nel peccato!



