“… poiché agirò contro di te, preparati a incontrare il tuo Dio …”
[1] Ascoltate queste parole, donne di Samaria, che vi siete ingrassate come le vacche della regione di Basan. Voi violate i diritti dei deboli, opprimete i poveri, ordinate ai vostri mariti: «Fate portare da bere, beviamo!». [2] Dio, il Signore, ha giurato: «Com’è vero che io sono santo, verrà il giorno in cui sarete prese prigioniere e trascinate via con dei ganci, come pesci all’amo. [3] In fila dovrete abbandonare la città passando per le rovine delle mura, e sarete cacciate verso il nord». Parola del Signore. [4] «Israeliti, andate pure al santuario di Betel e peccate! Andate a Gàlgala e peccate ancora di più! Il mattino dopo l’arrivo offrite pure i vostri animali in sacrificio, e il giorno seguente le vostre decime. [5] Offrite pure il vostro pane lievitato per il sacrificio di ringraziamento. Annunciate a gran voce le vostre offerte spontanee. Sono queste le cose che vi piacciono, o Israeliti!». Parola di Dio, il Signore. [6] «Quanto a me, vi ho lasciati a bocca vuota nelle vostre città e vi ho lasciati tutti senza pane, eppure non siete tornati a me». Parola del Signore. [7] «Sono io che vi ho privato della pioggia a tre mesi dal raccolto, che ho fatto piovere su una città e non su un’altra. Mentre su un campo è caduta troppa pioggia, su un altro neppure una goccia, e si è inaridito. [8] Due o tre città si sono trascinate verso un’altra cercando da bere, ma non hanno potuto dissetarsi. Molta gente assetata ha cercato acqua nelle città vicine, ma non ne ha trovata a sufficienza per dissetarsi, eppure non siete tornati a me». Parola del Signore. [9] «Io ho mandato vento caldo e vermi per distruggere i vostri cereali, peggio ancora ho fatto con frutteti e vigneti. Le cavallette hanno divorato gli alberi di fico e gli ulivi, eppure non siete tornati a me». Parola del Signore. [10] «Io vi ho mandato la peste come l’ho mandata in Egitto. Ho ucciso i vostri giovani in battaglia e ho fatto catturare i vostri cavalli. Vi ho fatto sentire il fetore dei cadaveri nei vostri accampamenti, eppure non siete tornati a me». Parola del Signore. [11] «Vi ho distrutti con la più spaventosa delle catastrofi, quella delle città di Sòdoma e Gomorra. Siete diventati come tizzoni strappati da un incendio, eppure non siete tornati a me». Parola del Signore. [12] «Perciò io agirò contro di te, Israele! E poiché agirò contro di te, preparati a incontrare il tuo Dio, Israele!». [13] È Dio che ha creato i monti e formato i venti, che fa conoscere i suoi pensieri all’uomo, che fa seguire il giorno alla notte, che avanza sui monti di tutta la terra. Il suo nome è Signore, ”io dell’universo!”.
Fra le categorie di persone a cui si rivolge il giudizio annunciato da Dio attraverso Amos, è la volta delle donne di Samaria, della capitale del regno del Nord, quindi di Israele …
La descrizione di quelle donne è grave, triste, perfino dispregiativa nella loro ostinazione nel peccato …
“… vi siete ingrassate come le vacche della regione di Basan … violate i diritti dei deboli, opprimete i poveri, ordinate ai vostri mariti: «Fate portare da bere, beviamo!».”!
Le “vacche di Basan”. Sembra un chiaro riferimento all’aristocrazia, in particolare alle donne “che contavano” in Israele.
Ma cerchiamo di capire di più … Basan era una vasta regione a est del Mar di Galilea, nel nord di Israele, costituita in gran parte da un altopiano. La sua grande fertilità la rendeva ricca di ottimi pascoli che favorivano l’allevamento di splendidi bovini, oltre che di ovini (Deuteronomio 32:14; Ezechiele 39:18; Salmo 22:12). Si comprende allora l’allusione che Amos fa riprendendo le donne del suo tempo. Il dispregiativo “vacche”, che il profeta usa, assomiglia molto al nostro modo popolano di definire delle donnacce.
Mentre le definisce immorali, Amos critica la loro religiosità ipocrita: “Andate a Betel e peccate, a Ghilgal e peccate ancora di più!” (Amos 4:4). Betel era ormai diventato un centro religioso idolatrico. Lì nel Regno del Nord (a cui Amos parla), che si era appena separato dal Regno del Sud (Giuda), il re Geroboamo aveva eretto dei vitelli d’oro per il culto, per allontanare gli abitanti del suo regno dall’andare al Tempio di Gerusalemme (1 Re 12:27-29). Così capiamo meglper anche le parole che la donna samaritana rivolgerà a Gesù sul dove adorare …
Oltre la loro idolatria (Esodo 20:4-5), quelle “vacche” di donne andavano a Betel e peccavano anche lì!
Anche Ghilgal era un centro religioso idolatrico (Osea 4:15; 9:15; 12:11). Lì Amos attacca col suo rimprovero quelle “vacche” che dicono ai “mariti: Portate qua, ché beviamo!”. Esse ci andavano con atteggiamento esteriore pio e religioso, ma ‘peccano ancora di più!’.
Quindi, il peccato principale che il profeta sottolinea in quelle donne non è l’idolatria, ma il volersi mostrare religiose, mentre invece praticavano l’ingiustizia e l’immoralità: “Opprimete gli umili, maltrattate i poveri e dite ai vostri mariti: Portate qua, ché beviamo!”. (4:1)
Ed ecco il giudizio:
“… verrà il giorno in cui sarete prese prigioniere e trascinate via con dei ganci, come pesci all’amo. In fila dovrete abbandonare la città passando per le rovine delle mura e sarete cacciate verso nord». Parola del Signore – o: Lo dice il Signore (2-3)
Israeliti … fate pure tutto quello che vi pare … «Quanto a me, vi ho lasciati a bocca vuota nelle vostre città e vi ho lasciati tutti senza pane, eppure non siete tornati a me». Parola del Signore”– o: Lo dice il Signore! (4-5)
Nonostante tutto, nonostante le parole di rimprovero che vi hanno raggiunto attraverso Amos, nonostante quello che vi sta succedendo … non siete tornati a me, anzi siete rimasti ostinati nel peccato …
Ricordatevi però che io sono Dio, io regno, io decido della vostra storia e della vostra vita … Infatti il Signore precisa:
«Sono io che vi ho privato della pioggia a tre mesi dal raccolto, che ho fatto piovere su una città e non su un’altra. Mentre su un campo è caduta troppa pioggia, su un altro neppure una goccia, e si è inaridito. Due o tre città si sono trascinate verso un’altra cercando da bere, ma non hanno potuto dissetarsi. Molta gente assetata ha cercato acqua nelle città vicine, ma non ne ha trovata a sufficienza per dissetarsi, eppure non siete tornati a me». Parola del Signore. (6-8)
«Io ho mandato vento caldo e vermi per distruggere i vostri cereali, peggio ancora ho fatto con frutteti e vigneti. Le cavallette hanno divorato gli alberi di fico e gli ulivi, eppure non siete tornati a me». Parola del Signore. – o: Lo dice il Signore! (9)
Siete assurdamente ostinati: «Io vi ho mandato la peste come l’ho mandata in Egitto. Ho ucciso i vostri giovani in battaglia e ho fatto catturare i vostri cavalli. Vi ho fatto sentire il fetore dei cadaveri nei vostri accampamenti, eppure non siete tornati a me». Parola del Signore. – o: Lo dice il Signore (10)
«Vi ho distrutti come Sòdoma e Gomorra … Siete diventati come tizzoni strappati da un incendio, eppure non siete tornati a me». Parola del Signore. – o: Lo dice il Signore! (11)
Ecco allora il giudizio … Affermando il giudizio, il Signore usa parole lapidarie che fanno tremare le gambe: “… poiché agirò contro di te, preparati a incontrare il tuo Dio, Israele!”.
Mi fa pensare al ricco satollo della parabola di Gesù: “Stolto, questa notte stessa la tua anima ti sarà richiesta…”!
Ma chi è che giudica il popolo di Dio? Chi è il Signore che rivela Sé stesso attraverso Amos?
“È Dio che ha creato i monti e formato i venti, che fa conoscere i suoi pensieri all’uomo, che fa seguire il giorno alla notte, che avanza sui monti di tutta la terra. Il suo nome è Signore, Dio dell’universo!”.
Appena dimentichiamo, appena trascuriamo, mettiamo da parte, ignoriamo chi è Dio, la nostra vita va a rotoli …
Perfino la nostra vita che dichiariamo “cristiana”, quella vita che dimentichiamo che appartiene a Dio … quella vita che, come le donne di Samaria, vogliamo fare apparire religiosa, ma in realtà viviamo ogni giorno ignorando Dio e la Sua volontà …
Ricordiamoci che a Dio non sfugge nulla e finisce ‘a rotoli’ anche la nostra vita apparentemente pia … Facciamo un disastro dopo l’altro, perché cerchiamo di vivere a modo nostro, contrario a Dio, cercando giustificazioni, modi alternativi, fidandoci delle nostre sensazioni e del nostro cuore, anziché di Dio e della Sua Parola …
Dio regna sovrano, ma non resta lontano … Si rivela attraverso la Sua Parola e non è disposto a condividere la Sua gloria con qualcuno degli dèi che magari resta importante nel nostro cuore, pur apparendo bravi e fedeli …
Signore aiutami, soccorrici nella nostra debolezza, aiutaci a restare fedeli, prima di tutto nel nostro cuore …



