“A te, Signore, io grido …”
[2] Udite questo, o vecchi! Porgete orecchio, voi tutti abitanti del paese! È mai avvenuta una cosa simile ai giorni vostri o ai giorni dei vostri padri? [3] Raccontatelo ai vostri figli, e i vostri figli ai loro figli, e i loro figli alla generazione successiva! [4] L’avanzo lasciato dal bruco l’ha mangiato il grillo; l’avanzo lasciato dal grillo l’ha mangiato la cavalletta; l’avanzo lasciato dalla cavalletta l’ha mangiato la locusta. [5] Svegliatevi, ubriachi, e piangete! Lamentatevi tutti, bevitori di vino, per il vino nuovo che vi è tolto di bocca! [6] Un popolo forte e innumerevole è salito contro il mio paese. I suoi denti sono denti di leone e ha mascelle da leonessa. [7] Ha devastato la mia vigna, ha fatto a pezzi i miei fichi, ha tolto loro la corteccia e li ha lasciati là, con i rami tutti bianchi. [8] Lamèntati come una vergine vestita di sacco che piange lo sposo della sua giovinezza! [9] Offerte e libazioni sono scomparse dalla casa del Signore; i sacerdoti, ministri del Signore, fanno cordoglio. [10] La campagna è devastata, la terra piange, perché il grano è distrutto, il mosto è svanito e l’olio manca. [11] Disperatevi, agricoltori, piangete, viticoltori, a causa del grano e dell’orzo, perché il raccolto dei campi è perduto. [12] La vite è secca, il fico è appassito; il melograno, la palma, il melo, tutti gli alberi della campagna sono secchi. La gioia è scomparsa tra i figli degli uomini. [13] Vestitevi di sacco e piangete, o sacerdoti! Urlate, ministri dell’altare! Venite, passate la notte vestiti di sacco, ministri del mio Dio! perché l’offerta e la libazione sono scomparse dalla casa del vostro Dio. [14] Proclamate un digiuno, convocate una solenne assemblea! Riunite gli anziani e tutti gli abitanti del paese nella casa del Signore, del vostro Dio, e gridate al Signore! [15] Ahi, che giorno! Poiché il giorno del Signore è vicino e verrà come una devastazione mandata dall’Onnipotente. [16] Non è forse scomparso il cibo davanti ai nostri occhi? La gioia e l’esultanza non sono forse scomparse dalla casa del nostro Dio? [17] I semi marciscono sotto le zolle, i depositi sono vuoti, i granai cadono in rovina, perché il grano è venuto a mancare. [18] Oh, come geme il bestiame! Gli armenti impazziscono, perché non c’è pastura per loro; soffrono anche le greggi di pecore. [19] A te, Signore, io grido, perché il fuoco ha divorato i pascoli del deserto, la fiamma ha consumato tutti gli alberi della campagna. [20] Anche gli animali selvatici si rivolgono a te, perché i corsi d’acqua sono inariditi e il fuoco ha divorato i pascoli del deserto.”.
Questa parola che viene rivelata al profeta Gioele, e che egli annuncia e poi trascrive per il popolo, è la prima di alcune rivelazioni che riguardavano – e riguardano ancora – “il giorno del Signore” che mi pare sia in sostanza il tema centrale di questo breve libro …
È un’espressione che, come vedremo, fa riferimento al giorno in cui Dio Si manifesta in modo evidente, innegabile …
Quindi, riguarda sia il passato, ma fa riferimento anche a ciò che verrà … Infatti è quello che nel Nuovo Testamento, scritto in greco, sarà definito la Parousia, in sostanza lo stesso significato: il giorno del Signore, quando Gesù tornerà per prendere con Sé i Suoi, come ha promesso …
Quelle di Gioele, in questa prima parte, sono parole di una sorta di lamento, cioè la descrizione della manifestazione del giudizio di Dio a quel tempo, a causa del peccato del Suo popolo e che il Signore avrebbe manifestato attraverso popoli pagani …
Descrive una situazione grave ed usa una serie di immagini particolari e forti …
Inoltre, la situazione era così grave che il profeta in qualche modo ‘provoca’ l’attenzione dichiarando che era degna di essere affidata alla tradizione verbale per essere ricordata nella storia … Oggi diremmo che, a buon diritto, passa alla storia e va raccontata nei libri … anche se si tratta di una pagina buia e dolorosa del popolo! (1-2)
In realtà, Gioele sta ribadendo ciò che la legge data a Mosè già stabiliva, cioè il dovere dei genitori di raccontare ai figli le grandi cose che Dio aveva compiuto fra loro … (3)
Per descrivere la drammaticità del giudizio di Dio, Gioele sottolinea l’erosione progressiva che ci sarebbe stata nel loro territorio …
No, non è una stranezza quella descritta dal profeta … Chi ha un minimo di dimestichezza con l’allevamento di animali o conoscenza della fauna, sa che gli animali erbivori hanno un modo molto diverso gli uni dagli altri di tagliare o strappare l’erba per nutrirsi, in base alla conformazione della loro bocca e dentatura … Per esempio, si fa pascolare in progressione diversa cavallo, mucca o pecora, proprio perché la profondità del loro morso è diversa e quindi lo si fa cominciando con l’animale col ‘taglio’ più alto, per poi abbassarlo sempre di più cambiando animale …
Perciò Dio stava facendo sapere, attraverso questa immagine, che la loro condizione sarebbe peggiorata sempre più, progressivamente …
“L’avanzo lasciato dal bruco l’ha mangiato il grillo; l’avanzo lasciato dal grillo l’ha mangiato la cavalletta; l’avanzo lasciato dalla cavalletta l’ha mangiato la locusta.” (4)
Tutti avrebbero subìto gli effetti del giudizio di Dio … perfino gli ubriaconi privati del vino … (5)
Come hanno annunciato anche altri profeti suoi contemporanei, sarebbe arrivato un popolo pagano forte e innumerevole, loro malgrado mandato da Dio, e avrebbero devastato il paese in modo terribile … (6)
Forte e feroce come un leone … sarebbero stati devastati i fichi lasciandoli senza corteccia, destinati a morire …
Piangete e lamentavi, abbandonatevi alla disperazione … (7-8)
Anche il tempio sarà coinvolto in tale disperazione … i sacrifici non ci sarebbero più stati … restava solo da fare cordoglio, anche per quelli che servivano nel tempio del Signore! (9,13)
Agricoltori disperatevi anche voi, tutto e distrutto, non c’è più niente da raccogliere, tutto è perduto, alberi, coltivazioni, ogni tipo di frutta è di raccolto, tutto … (10-12)
In una frase c’è il senso del giudizio terribile che sarebbe caduto su loro: “La gioia è scomparsa tra i figli degli uomini.” (12)
Perciò fate quello che si fa quando tutta la nazione è in pericolo, quando è a rischio la ‘sicurezza nazionale’ …
“Proclamate un digiuno, convocate una solenne assemblea! Riunite gli anziani e tutti gli abitanti del paese nella casa del Signore, del vostro Dio, e gridate al Signore!”. (14)
La situazione è terribile: “Poiché il giorno del Signore è vicino e verrà come una devastazione mandata dall’Onnipotente.”! (15)
Sì, la situazione è disperata proprio perché a mandarla è il Dio onnipotente … e se il mandante è Colui che è il nostro aiuto, allora non c’è alcuna altra speranza!
Guardiamoci attorno: il cibo è scomparso, perciò anche la gioia, i frutti e ogni tipo di raccolto non c’è più, tutto è distrutto … quel che restava è polverizzato dal fuoco … (16-18)
Non mi resta che rivolgermi a Te, Signore … “A te, Signore, io grido …” (19)
Tu sei il mio unico rifugio quando tutto appare chiaramente perduto, quando non ci sono risorse, quando la realtà dimostra che senza di te non possiamo fare nulla … Io grido a Te …



