[25/12/2024, 09:53] Sergio D’Ascenzo: Geremia 8:6-10
“sono tutti avidi di guadagno …”
“[6] Io sto attento e ascolto: essi non parlano come dovrebbero; nessuno si pente della sua malvagità e dice: ‘Che ho fatto?’ Ognuno riprende la sua corsa, come il cavallo che si slancia alla battaglia. [7] Anche la cicogna conosce nel cielo le sue stagioni; la tortora, la rondine e la gru osservano il tempo quando debbono venire, ma il mio popolo non conosce quel che il Signore ha ordinato. [8] Voi come potete dire: ‘Noi siamo saggi e la legge del Signore è con noi!’? Sì, certo, ma la penna bugiarda degli scribi ha mentito. [9] I saggi saranno confusi, saranno costernati, saranno presi. Ecco, hanno rigettato la parola del Signore; quale saggezza possono avere? [10] Perciò io darò le loro mogli ad altri, i loro campi a dei nuovi possessori; poiché, dal più piccolo al più grande, sono tutti avidi di guadagno; dal profeta al sacerdote, tutti praticano la menzogna.”.
Seguendo l’esempio della letteratura sapienziale del tempo, come per esempio nel libro di Giobbe, anche i libri profetici – come questo di Geremia – spesso presentano lunghe riflessioni, lamenti o capi d’accusa che, per presentarli, non di rado inscenano dichiarazioni sotto forma di dialoghi, ma con il solo proposito di rendere tutto più chiaro, più comprensibile ai destinatari delle profezie, della Parola di Dio…
Geremia continua a presentare i vari aspetti che Dio sta sottolineando nel comportamento del popolo e che Egli condanna …
Dio ribadisce la Sua attenzione su quello che dicono e fanno, Egli è testimone delle espressioni del popolo! Essi non parlano affatto come avrebbero dovuto, come Egli aveva insegnato loro, non esprimevano in alcun modo rispetto per la santità di Dio e, soprattutto, nessuno manifesta pentimento per la propria malvagità!
Anzi, cercavano di giustificare il proprio folle comportamento … Infatti, inscenando un dialogo, Geremia cita – mettendola in bocca al popolo – una espressione tipica di un bambino che, non rendendosi conto della gravità della propria azione sbagliata, per quanto grave essa sia, reagisce con un banale, assurdo: “Che ho fatto?”.
Tutto il popolo, dal più piccolo al più grande, ognuno corre verso il male e, per descrivere quanto impegno e foga ci mettevano, Geremia usa l’immagine del cavallo che si lancia energicamente nella sua corsa sfrenata nella battaglia … (6)
Eppure, precisa il Signore, in natura ogni creatura riconosce il proprio ruolo e lo dimostra, ognuno sa quello che deve fare: la cicogna sa riconoscere i segni del cielo e le sue stagioni, la tortora, la rondine e la gru conoscono il tempo giusto per la loro migrazione, per i loro spostamenti opportuni, ognuno è coerente e sottomesso al buon disegno del Creatore, rispettando le Sue leggi … (7) Ma non il mio popolo che, invece, fa finta di non sapere quello che Dio ha stabilito, sembra non conoscere quello che il Signore ha ordinato con le Sue leggi nel creato ed anche attraverso la Sua Parola, attraverso la Sua Legge …
Poi le parole di Geremia di rivolgono al popolo per contestare la pretesa saggezza e l’osservanza della Legge di Dio!
Il giudizio di Dio smaschera la loro ipocrisia, la loro apparenza, la loro parvenza di religiosità … Così, come aveva già espresso contro i falsi profeti, quelli dei quali accoglievano la parola perché esprimevano cose gradite al loro orecchio, così afferma anche contro gli scribi che trascrivevano il falso, mentendo! (8)
Perciò, altro che saggezza … Coloro che si dichiarano o vengono definiti saggi saranno invece confusi, atterriti, imprigionati, impediti … perché avendo rifiutato, rigettato la Parola del Signore, non sono più in grado di esprimere alcuna vera saggezza! (9) Non c’è alcuna saggezza dove Dio è escluso!
A questo punto, in questa parte del giudizio di Dio sul comportamento ostinato del popolo, dell’inganno degli scribi e della falsa saggezza dei presunti saggi … Dio dichiara per bocca di Geremia: “Perciò io darò le loro mogli ad altri, i loro campi a dei nuovi possessori; poiché, dal più piccolo al più grande, sono tutti avidi di guadagno; dal profeta al sacerdote, tutti praticano la menzogna.”!
Non si salvava nessuno dal peccato, dall’avidità, dalla menzogna … perciò tutti erano coinvolti anche nel giudizio, a partire da quelli che dovevano essere più di tutti i Suoi rappresentanti: sacerdoti e profeti!
Ciò per cui si erano tanto impegnati, le loro proprietà – quindi un attacco alla loro avidità – e le loro famiglie, le mogli che si erano scelti … Io li toglierò loro per darli a coloro che eseguono il mio giudizio su Giuda!
Un uomo avido privato del frutto della Sua avidità, di ciò che ha accumulato … e privato anche di sua moglie, che più di tutti gli ha probabilmente permesso di raggiungere quei risultati … è finito, annullato, annichilito …
Signore, aiutami ti prego ad essere attento alla Tua Legge, alla Tua volontà, proteggi il mio cuore dalle scorciatoie della menzogna, da ogni forma di avidità …
26/12/2024, 10:35 Sergio D’Ascenzo: Geremia 8:11-14
“Non si vergognano affatto, non sanno che cosa sia arrossire, perciò cadranno …”
“[11] Essi curano alla leggera la piaga del mio popolo; dicono: ‘Pace, pace’, mentre pace non c’è. [12] Essi saranno confusi perché commettono delle abominazioni. Non si vergognano affatto, non sanno che cosa sia arrossire, perciò cadranno fra quelli che cadono; quando io li visiterò saranno abbattuti”, dice il Signore. [13] “Certo io li sterminerò”, dice il Signore. “Non c’è più uva sulla vite, non più fichi sul fico e le foglie sono appassite! Io ho dato loro dei nemici che passeranno sui loro corpi”». [14] Perché ce ne stiamo qui seduti? Adunatevi, entriamo nelle città fortificate, là periamo! Poiché il Signore, il nostro Dio, ci condanna a perire, ci fa bere acque avvelenate, perché abbiamo peccato contro il Signore.”.
Geremia aveva appena citato il comportamento esecrabile, vergognoso dei profeti che, in Giuda, falsamente esprimevano ciò che il popolo preferiva sentirsi dire, quindi rassicurazioni nonostante il terribile giudizio di Dio in arrivo … E così anche i sacerdoti, che si comportavano in modo opposto alla volontà di Dio, non contrastando affatto l’idolatria del popolo, ne guidandolo nel culto al solo vero Dio!
Perciò Geremia continua nelle accuse di Dio, affermando: “Essi curano alla leggera la piaga del mio popolo; dicono: ‘Pace, pace’, mentre pace non c’è.”! (11)
E non c’è limite al peggio nel loro peccare … infatti non provano alcuna vergogna, la loro coscienza è azzittita, Dio li abbandona alla confusione (12), perché non ricordano più neppure il senso della vergogna, non sanno più: “cosa sia arrossire”!
Infatti subiranno da Dio il giusto giudizio (13), lo sterminio. Proprio come un albero completamente privato dei suoi frutti, così sarà ridotto Giuda per il suo peccato! “Io ho dato loro dei nemici che passeranno sui loro corpi”! Il giudizio del Signore sarà inesorabile …
A questo punto il profeta Geremia inscena una sorta di esortazione personale, come se egli stesso si mettesse davanti al popolo e volesse scuoterli nel loro torpore, per far sì che si rendesse conto delle conseguenze del loro agire malvagio, della scelta scellerata, folle di mettersi contro Dio e attirarsi il Suo giusto giudizio …
Si identifica così col popolo ed esprime queste parole: “Perché ce ne stiamo qui seduti? Adunatevi, entriamo nelle città fortificate, là periamo! Poiché il Signore, il nostro Dio, ci condanna a perire, ci fa bere acque avvelenate, perché abbiamo peccato contro il Signore.”! (14)
Completiamo la nostra follia, entriamo nelle nostre città e aspettiamo la morte … perché abbiamo scelto stoltamente, da suicidi, di peccare contro il Signore!
Troppo spesso ho dimenticato che sono stato io la causa dei miei mali, quando nella mia stoltezza mi sono ostinato nel peccato … mentre Dio è restato giusto e fedele, così misericordioso da non trattarmi come avrei meritato … Grazie, Signore!



