[29/04, 07:58] Sergio D’Ascenzo: Geremia 46:1-12
“Il giudizio di Dio è irresistibile e deve suscitare in noi un santo timore …”
“[1] Parola del Signore che fu rivolta a Geremia riguardo alle nazioni. [2] Riguardo all’Egitto. Circa l’esercito del faraone Neco, re d’Egitto, che era presso il fiume Eufrate a Carchemis, e che Nabucodonosor, re di Babilonia, sconfisse il quarto anno di Ioiachim, figlio di Giosia, re di Giuda. [3] «Preparate lo scudo grande e quello leggero, avvicinatevi per la battaglia! [4] Attaccate i cavalli; cavalieri, montate! Presentatevi con gli elmi in capo; lucidate le lance, indossate le corazze! [5] Perché li vedo sbigottiti, lanciati in fuga? I loro prodi sono sconfitti, si danno alla fuga senza volgersi indietro; tutto intorno è terrore», dice il Signore. [6] «Il veloce non fugga, il prode non scampi! Al settentrione, presso il fiume Eufrate, vacillano e cadono. [7] Chi è colui che sale come il Nilo, le cui acque si agitano come quelle dei fiumi? [8] È l’Egitto, che sale come il Nilo, le cui acque si agitano come quelle dei fiumi. Egli dice: “Io salirò, ricoprirò la terra, distruggerò le città e i loro abitanti”. [9] All’assalto, cavalli! Al galoppo, carri! Si facciano avanti i prodi, quelli d’Etiopia e di Put che portano lo scudo, quelli di Lud che maneggiano e tendono l’arco. [10] Questo giorno, per il Signore, Dio degli eserciti, è giorno di vendetta, in cui si vendica dei suoi nemici. La spada divorerà, si sazierà, si ubriacherà del loro sangue; poiché il Signore, Dio degli eserciti, immola le vittime nel paese del settentrione, presso il fiume Eufrate. [11] Sali a Galaad, prendi del balsamo, o vergine, figlia d’Egitto! Invano moltiplichi i rimedi; non c’è medicazione che valga per te. [12] Le nazioni odono la tua infamia e la terra è piena del tuo grido; poiché il prode vacilla appoggiandosi al prode, tutti e due cadono assieme».
Dopo la promessa di Dio di prendersi cura di Baruc, di proteggere la sua vita nonostante le drammatiche circostanze che lo circondavano … Le parole che Dio da a Geremia riguardano il Suo giudizio contro l’Egitto …
Come Dio dichiara, al v. 10, era arrivato il momento di vendicarSi dei Suoi nemici … ed è la volta dell’Egitto!
La sua arroganza, la sua fiducia nella propria potenza, la gloria del proprio esercito … tutto scompare davanti al giudizio di Dio che si rovescia su di loro attraverso Nabucodonosor, re dei Caldei! Questo strumento pagano nelle mani di Dio, era la potenza irresistibile del Suo giudizio …
È Dio che muove il giudizio, perciò è irresistibile! Le storiche capacità, abilità, risorse, le figure leggendarie che avevano accompagnato il fiorire della cultura e della potenza egiza, non avevano più senso davanti alla volontà di Dio di chiamare in giudizio quella nazione!
Nessuno scampa, nessuno resiste, anche i migliori prodi faranno una brutta fine …
Si, il giudizio di Dio è irresistibile e deve suscitare in noi un santo timore, ma anche un fiducioso desiderio di essere al sicuro se ci rifugiamo nelle mani dell’Onnipotente! Come espresse con Baruc, così è con ogni Suo figlio e figlia: nessuno può toccare la nostra vita, a meno che sia Dio a permetterglielo …



