[30/03, 07:44] Sergio D’Ascenzo: Geremia 33:1-9

“Invocami, e io ti risponderò, ti annuncerò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci …”

“[1] La parola del Signore fu rivolta per la seconda volta a Geremia in questi termini, mentre egli era ancora rinchiuso nel cortile della prigione: [2] «Così parla il Signore, che sta per fare questo; il Signore che lo concepisce per mandarlo ad effetto, colui che ha nome il Signore: [3] “Invocami, e io ti risponderò, ti annuncerò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci”. [4] Infatti così parla il Signore, Dio d’Israele, riguardo alle case di questa città e riguardo alle case del re di Giuda che saranno diroccate per far fronte ai terrapieni e alla spada del nemico, [5] quando si verrà a combattere contro i Caldei e a riempire quelle case di cadaveri di uomini, che io colpirò nella mia ira e nel mio furore e per le cui malvagità io nasconderò la mia faccia a questa città: [6] “Ecco, io recherò ad essa medicazione e rimedi, guarirò i suoi abitanti e aprirò loro un tesoro di pace e di verità. [7] Farò tornare dalla deportazione Giuda e Israele, li ristabilirò com’erano prima; [8] li purificherò di tutta l’iniquità con cui hanno peccato contro di me; perdonerò tutte le loro iniquità con cui hanno peccato contro di me e si sono ribellati a me. [9] Questa città sarà per me un motivo di gioia, di lode e di gloria fra tutte le nazioni della terra, che udranno tutto il bene che io sto per fare loro; esse temeranno e tremeranno a causa di tutto il bene e di tutta la pace che io procurerò a Gerusalemme”.

Dopo la promessa di Dio di restaurazione, del ritorno in patria per i suoi timorati, per i sopravvissuti all’esilio dopo 70 anni, per coloro che nel Suo popolo avessero ascoltato la Sua parola e avessero vissuto il tempo della cattività babilonese “cercando il bene” della nazione e della città nella quale il Signore aveva deciso che subissero la Sua punizione … Dio torna a parlare attraverso Geremia, che viveva ancora la sua detenzione nel cortile della prigione … (1)

Parla il solo vero Dio, Colui che regna, che promette e mantiene, le cui promesse sono certe, il Signore … (2)
“Invocami, e io ti risponderò, ti annuncerò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci”!

Rivolgiti a me, abbandona per sempre l’idolatria dei tuoi padri, affidati a me con un cuore sincero e fedele e io ti risponderò … Vedrai cose meravigliose, che non potresti immaginare, cose buone ed eterne che ho preparato per te …

Infatti , se è vero che ci sarà distruzione, come ho stabilito, se è vero che ci sarà devastazione a causa della mia ira, del mio furore attraverso i caldei per il peccato del popolo, per la sua ostinazione nella ribellione (4-5)

… È altrettanto vero che Io mi curerò di guarire le vostre ferite, di consolarvi, donandovi un tesoro di pace e verità … (6) Vi farò tornare dall’esilio, con tutto il residuo del mio popolo, sia di Giuda che di Israele (7) … Li purificherò dalle loro colpe, “perdonerò tutte le loro iniquità con cui hanno peccato contro di me e si sono ribellati a me.” (8)

La città della mia presenza tornerà ad essere per me motivo di gioia (9) fra tutte le ragioni della Terra! Tutti resteranno meravigliati del bene che vi farò e di conseguenza avrà effetti benefici sul mondo intero … Tutte le nazioni “temeranno e tremeranno a causa di tutto il bene e di tutta la pace che io procurerò a Gerusalemme”!

Anche in questo caso, guardando alla successiva storia di Israele e quello che Paolo insegnerà nelle sue lettere ai Romani e agli Efesini (2), nelle parole riportate da Geremia leggo chiaramente un riferimento spirituale, una profezia con una portata eterna, che va oltre l’Israele etnico, riferita cioè alla chiesa che manifesterà alla fine dei tempi, composta cristiani, ebrei e non, la gloria di Cristo, il Suo Redentore e Sposo!

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