[23/03, 09:01] Sergio D’Ascenzo: Geremia 31:26-34
“io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore, io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo …”
“[26] A questo punto mi sono svegliato e ho guardato; e il mio sonno mi era stato dolce. [27] «Ecco, i giorni vengono», dice il Signore, «in cui io seminerò la casa d’Israele e la casa di Giuda di semenza d’uomini e di semenza d’animali. [28] Avverrà che, come ho vegliato su di loro per sradicare e per demolire, per abbattere, per distruggere e per nuocere, così veglierò su di loro per costruire e per piantare», dice il Signore. [29] «In quei giorni non si dirà più: “I padri hanno mangiato uva acerba e i denti dei figli si sono allegati”, [30] ma ognuno morirà per la propria iniquità; chiunque mangerà l’uva acerba avrà i denti allegati. [31] Ecco, i giorni vengono», dice il Signore, «in cui io farò un nuovo patto con la casa d’Israele e con la casa di Giuda; [32] non come il patto che feci con i loro padri il giorno che li presi per mano per condurli fuori dal paese d’Egitto: patto che essi violarono, sebbene io fossi loro signore», dice il Signore; [33] «ma questo è il patto che farò con la casa d’Israele, dopo quei giorni», dice il Signore: «io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo. [34] Nessuno istruirà più il suo compagno o il proprio fratello, dicendo: “Conoscete il Signore!”, poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande», dice il Signore. «Poiché io perdonerò la loro iniquità, non mi ricorderò del loro peccato».
Le parole di Geremia che introducono questo brano parlano di “svegliarsi dal sonno” e che aveva avuto un riposo dolce … Questo mi fa pensare che, probabilmente, questa volta il Signore Si era rivelato a lui con la sua parola attraverso un sogno. La dolcezza del sonno era legata, come leggiamo, ad una rivelazione questa volta piacevole a sentirsi, perché non erano parole di giudizio, ma di perdono, di misericordia, di restaurazione, di fedeltà di Dio, di cura e di amore per i Suoi … (26)
Dio promette che tornerà a benedire il popolo che stava giudicando … Quella generazione (come ai tempi dell’uscita dall’Egitto e al loro peregrinare per 40 anni nel deserto, fino alla morte di quella generazione) doveva evidentemente finire, perché dopo 70 anni avrebbero rivisto la loro terra … Dio li avrebbe di nuovo benedetti, sia con la moltiplicazione dei figli che dei frutti della terra (27)
Dio riprende le parole del giudizio, ma questa volta per ribaltarle … “come ho vegliato su di loro per sradicare e per demolire, per abbattere, per distruggere e per nuocere, così veglierò su di loro per costruire e per piantare, dice il Signore.”! (28)
Come in altri brani dell’Antico Testamento, Dio ricorda che nella Sua misericordia Egli non punirà ancora i figli a causa del peccato dei genitori, ma ognuno risponde di sé e del proprio peccato davanti al Signore (29-30)
Dio annuncia un nuovo patto con i Suoi, ma precisa che non sarà come quello che aveva stabilito ai tempi della liberazione dall’Egitto nel quale, anche se era molto chiaro che Egli era il Signore e che si prendeva cura di loro, che essi dovevano seguire la Sua Legge … e che essi avevano tradito (31-32).
Il patto nuovo che Geremia descrive, considerata anche la storia successiva di Israele, va ben oltre il periodo di restaurazione che sarebbe seguito all’esilio a Babilonia … Sì, perché si parla di un patto nuovo e speciale che non consiste nello stabilire regole e fissarne i termini, ma dell’intervento interiore, intimo di Dio nei singoli! Un patto le cui fondamenta sarebbero state fondate sull’opera di Dio compiuta nel loro cuore … (33-34)
«io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo … Nessuno istruirà più il suo compagno o il proprio fratello, dicendo: “Conoscete il Signore!”, poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande», dice il Signore. «Poiché io perdonerò la loro iniquità, non mi ricorderò del loro peccato».!
Sì, credo di leggere chiaramente fra le righe che questa promessa vada ben oltre l’Israele etnico, parla del nuovo Israele, quello spirituale, il nuovo popolo di Dio, quello che avrebbe unito nel Messia tutti i nati di nuovo, con un cuore nuovo nel quale Dio avrebbe, sovranamente e con misericordia, inciso la Sua Legge! Quindi un solo nuovo popolo, composto dai convertiti, pagani e non pagani … Con ognuno di loro, in questo nuovo patto, Dio stabilisce una relazione personale, una conoscenza intima … Non più limitato all’osservanza delle regole della Legge, ma che coinvolgeva tutta la loro esistenza spesa per onorare e lodare Colui che dona loro la vita e ha promesso di realizzare con loro un Regno eterno!
Dio mantiene le promesse ed è splendido vedere sempre più chiaramente, col passare dei secoli, come Egli le stia realizzando … e, ancora più bello, è percepire chiaramente quanto la meta, la manifestazione piena del Suo Regno, l’eternità, sono davvero molto più vicini a noi che viviamo gli “ultimi tempi” avviati dalla venuta e dall’opera di Cristo!



