[28/02, 09:52] Sergio D’Ascenzo: Geremia 25:1-7
“Si converta ciascuno di voi dalla sua cattiva via e dalla malvagità delle sue azioni …”
“[1] Ecco la parola che fu rivolta a Geremia riguardo a tutto il popolo di Giuda, nel quarto anno di Ioiachim, figlio di Giosia, re di Giuda (era il primo anno di Nabucodonosor, re di Babilonia), [2] e che Geremia pronunciò davanti a tutto il popolo di Giuda e a tutti gli abitanti di Gerusalemme: [3] «Dal tredicesimo anno di Giosia, figlio di Amon, re di Giuda, sino a oggi, sono già ventitré anni che la parola del Signore mi è stata rivolta e che io vi ho parlato di continuo, fin dal mattino, ma voi non avete dato ascolto. [4] Il Signore vi ha pure mandato tutti i suoi servitori, i profeti; ve li ha mandati continuamente, fin dal mattino, ma voi non avete ubbidito, né avete prestato l’orecchio per ascoltare. [5] Essi hanno detto: “Si converta ciascuno di voi dalla sua cattiva via e dalla malvagità delle sue azioni, e voi abiterete di secolo in secolo sul suolo che il Signore ha dato a voi e ai vostri padri; [6] non andate dietro ad altri dèi per servirli e per prostrarvi davanti a loro; non mi provocate con l’opera delle vostre mani, e io non vi farò nessun male”. [7] “Ma voi non mi avete dato ascolto”, dice il Signore, “per provocarmi, a vostro danno, con l’opera delle vostre mani”.
I libri profetici vengono solitamente presentati in un preciso contesto storico, cioè specificando nel libro il periodo in cui il profeta di Dio ha svolto il suo compito nel portare la Parola cheil Signore gli rivelava e affidava.
Questa volta, ciò che Dio rivelò a Geremia riguardo al regno di Giuda, al suo re, al popolo e alle varie figure chiave, lo raggiunse: “nel quarto anno di Ioiachim, figlio di Giosia, re di Giuda (era il primo anno di Nabucodonosor, re di Babilonia)”. (1)
Il profeta dichiarò le parole ricevute da Dio davanti a tutto il popolo (probabilmente in un’assemblea pubblica) …
Vi parlo da quando regnava ancora Giosia, sono 23 anni che: “la parola del Signore mi è stata rivolta e che io vi ho parlato di continuo, fin dal mattino, ma voi non avete dato ascolto”! (2-3)
Alla mia voce, il Signore ha pazientemente aggiunto quella di altri Suoi profeti: “ve li ha mandati continuamente, fin dal mattino, ma voi non avete ubbidito, né avete prestato orecchio per ascoltare.”! (4)
Loro, ed io con loro, vi abbiamo continuamente esortato: “Si converta ciascuno di voi dalla sua cattiva via e dalla malvagità delle sue azioni, e voi abiterete di secolo in secolo sul suolo che il Signore ha dato a voi e ai vostri padri; non andate dietro ad altri dèi per servirli e per prostrarvi davanti a loro; non mi provocate con l’opera delle vostre mani, e io non vi farò nessun male”.! (5-6)
Un parlare, un predicare, un insistere, un esortare, un ripetere … inutile, perché: “voi non mi avete dato ascolto – dice il Signore – per provocarmi, a vostro danno, con l’opera delle vostre mani”!
Pensavante forse di danneggiare Me, anziché voi stessi? Pensavate di mettermi in difficoltà? Pensavate che ascoltadomi avreste fatto un favore a Me anziché a voi stessi? Pensate che se aveste dato ascolto alla mia Parola il vantaggio sarebbe stato mio, anziché vostro? Non sono Io ad aver bisogno di me, ma voi … Non mi avete dato ascolto, siete stati ostinati, avete perfino perseguitato i profeti … Così vi siete fatti male da soli, avete provocato Me e danneggiato voi stessi, perdendo la mia benedizione e le mie buone promesse per voi e i vostri discendenti! (7)
Troppo spesso il nostro cuore corrotto dal peccato ci porta a pensare che se ubbidiamo a Dio, se Lo onoriamo, se facciamo la Sua volontà … Gli facciamo un favore, gli diamo ‘gioia’ e acquisiamo magari qualche merito, qualche credito davanti a Lui …
È follia pura! Con questo modo di pensare riduciamo Dio immaginandoLo come un essere umano, limitato, soggetto alle nostre stesse passioni … Se così fosse, sarebbe un ‘dio’ triste e disperato, avrebbe fallito con noi!
Invece il progetto di Dio, la Sua opera redentrice verso chi si ravvede, la Sua gloria … non sono intaccati dal nostro modo di essere e dal nostro comportamento, perché Dio è ed opera per Amore di Se stesso!
Invece noi, allontanandoci dal Suo progetto, ribellandoci, pretendendo di autogestirci, ci facciamo male da soli, finiamo nella rovina, nel disastro e solo per colpa nostra!
Signore, grazie per la Tua misericordia …



