Ezechiele 16:1-19
“Ma tu, inebriata della tua bellezza, ti prostituisti sfruttando la tua fama e offrendoti a ogni passante …”
“[1] La parola del Signore mi fu ancora rivolta, in questi termini: [2] «Figlio d’uomo, fa’ conoscere a Gerusalemme le sue abominazioni [3] e di’: Così parla il Signore, Dio, a Gerusalemme: “Per la tua origine e per la tua nascita sei del paese del Cananeo; tuo padre era un Amoreo, tua madre un’Ittita. [4] Quanto alla tua nascita, il giorno che nascesti l’ombelico non ti fu tagliato, non fosti lavata con acqua per pulirti, non fosti sfregata con sale, né fosti fasciata. [5] Nessuno ebbe sguardi di pietà per te per farti una sola di queste cose, mosso a compassione di te; ma fosti gettata nell’aperta campagna, il giorno che nascesti, per il disprezzo che si aveva di te. [6] Io ti passai accanto, vidi che ti dibattevi nel sangue e ti dissi: ‘Vivi, tu che sei nel sangue!’ Ti ripetei: ‘Vivi, tu che sei nel sangue!’ [7] Io ti feci moltiplicare per miriadi, come il germoglio dei campi. Tu ti sviluppasti, crescesti, giungesti al colmo della bellezza, il tuo seno si formò, la tua capigliatura crebbe abbondante, ma tu eri nuda e scoperta. [8] Io ti passai accanto, ti guardai ed ecco il tuo tempo era giunto: il tempo degli amori. Io stesi su di te il lembo della mia veste e coprii la tua nudità; ti feci un giuramento, entrai in un patto con te”, dice il Signore Dio, “e tu fosti mia. [9] Ti lavai con acqua, ti ripulii del sangue che avevi addosso e ti unsi con olio. [10] Ti misi delle vesti ricamate, dei calzari di pelle di delfino, ti cinsi il capo di lino fino, ti ricoprii di seta. [11] Ti fornii d’ornamenti, ti misi dei braccialetti ai polsi e una collana al collo. [12] Ti misi un anello al naso, dei pendenti agli orecchi e una magnifica corona in capo. [13] Così fosti adorna d’oro e d’argento; fosti vestita di lino fino, di seta e di ricami. Tu mangiasti fior di farina, miele e olio; diventasti bellissima e giungesti fino a regnare. [14] La tua fama si sparse fra le nazioni, per la tua bellezza; essa infatti era perfetta, perché io ti avevo rivestita della mia magnificenza”, dice il Signore Dio. [15] “Ma tu, inebriata della tua bellezza, ti prostituisti sfruttando la tua fama e offrendoti a ogni passante, a chi voleva. [16] Tu prendesti delle tue vesti, ti facesti degli alti luoghi ornati di vari colori e là ti prostituisti: cose tali non ne avvennero mai, e non ne avverranno più. [17] Prendesti pure i tuoi bei gioielli fatti del mio oro e del mio argento, che io ti avevo dati, te ne facesti delle immagini d’uomo, e ad esse ti prostituisti; [18] prendesti le tue vesti ricamate e ne ricopristi quelle immagini, davanti alle quali tu mettesti il mio olio e il mio profumo. [19] Così anche il mio pane che ti avevo dato, il fior di farina, l’olio e il miele con cui ti nutrivo, tu li mettesti davanti a loro, come un profumo di odore soave. Questo si fece!”, dice il Signore Dio.”.
Dopo aver descritto Israele come un tralcio inutile, da buttare nel fuoco a causa della sua idolatria, della sua ribellione e del suo peccato contro Dio … Il Signore continua a parlare del Suo popolo, esprimendo il Suo giudizio, questa volta usando l’immagine, o paragonandolo ad una prostituta e, comunque, parlando del suo atteggiamento di prostituzione …
Dio chiama Ezechiele a mostrare ad Israele il suo peccato, le sue assurde vergogne … (1-2)
Il discorso di Dio comincia col ricordare a Israele le proprie origini come nazione: dal nulla!
In essa non c’era nulla di nobile, nessuna discendenza nobile e reale, nessuna estrazione speciale … Dio aveva deciso di dare origine al loro popolo scegliendo un uomo comune, da un popolo pagano, i caldei e, dopo che morì suo fratello ed ebbe sposato Sarai (anche lei senza avi speciali), li fece uscire come la famiglia allargata dalla Caldea (dalla città di Ur) e li portò a vivere in Canaan. (Genesi 11)
Lì chiamò Abramo a lasciare tutto e, con suo nipote Lot, seguí la strada che il Dio che gli Si era rivelato tracció davanti a lui … (1-6)
Poi il Signore, per sottolineare come la loro esistenza fosse solo il risultato della scelta sovrana di Dio, la descrive come la nascita di una bimbetta disperata, spacciata e senza prospettive, ma della quale invece Dio aveva avuto misericordia … Così l’aveva accolta, protetta, cresciuta, ne aveva fatto una donna, l’aveva grandemente moltiplicata e dato gloriose prospettive … (3-8)
Dio aveva deciso unilateralmente di stabilire un patto con colei che aveva scelto, pur non avendo nulla di speciale … Le giurò fedeltà, la nutri, la arricchì, la rese bellissima e famosa fra le nazioni … (9-14)
Ma tutto quello che Dio ne ebbe in cambio fu che si montó la testa e tradí il patto con Lui … Si diede all’idolatria, si contaminò con falsi dèi e con nazioni pagane, si diede senza ritegno al culto degli idoli, dimenticando completamente Dio che le aveva dato vita e l’aveva resa dal nulla ciò che era! (15-19)
Che tristezza, che quadro desolante, che vergogna …
Eppure non possiamo sentirci migliori … Non dimostriamo forse anche noi lo stesso atteggiamento quando diventiamo ingrati, quando dimentichiamo la bontà di Dio, la Sua sovranità, la Sua iniziativa di misericordia nella nostra vita, la Sua provvidenza, il Suo soccorso, la Sua fedeltà …
Non è così quando ci montiamo la testa e magari pensiamo di meritarcelo, o che sia tutto nostro come diritto acquisito?
Finiamo troppo spesso nell’ingratitudine o, peggio, nel mettere altri o altro prima di Dio, finendo così per diventare idolatri …
Che Dio ci guardi dal distogliere lo sguardo dalle nostri miserabili origini, dalle quali ci ha strappato, e dalla Sua constante e fedele misericordia …
Buondì! 📖🙏😘



