Samgar, solo un giudice ‘minore’?
“[31] Dopo Eud, venne Samgar, figlio di Anat. Egli sconfisse seicento Filistei con un pungolo da buoi; anch’egli liberò Israele.”.
Quest’unico verso che racconta, o meglio cita, Samgar – della tribù di Beniamino – figlio di Anat, è davvero una sfida, sotto molti aspetti …
Alcuni studiosi, come purtroppo a volte succede nel mondo accademico, hanno liquidato la faccenda semplicemente ritenendo o concludendo che questo verso nel testo del libro dei Giudici sarebbe un’aggiunta postuma, successiva.
Con tutto il rispetto per la loro opinione, non essendo dimostrabile, mi sembra più un tentativo di scorciatoia davanti alla difficoltà di spiegare, non avendo ulteriori elementi su questo giudice …
È una sfida, certo, ma come in tutti i casi l’esegesi del testo biblico va collocata all’interno del suo contesto. Quindi dobbiamo leggere questo verso in un libro che sta narrando e anche sottolineando alcuni aspetti di un periodo nel quale Dio ha agito verso il Suo popolo in un modo particolare, alternando, o meglio conciliando, sovrapponendo la Sua giustizia con la Sua misericordia, due aspetti del Suo carattere raccontati in una sintesi, in un tempo nel quale il popolo, col passare del tempo, sembrava aver dimenticato completamente Chi fosse il suo Dio! Aveva dimenticato Colui che aveva fondato il loro popolo dal niente, Colui che lo aveva accresciuto moltiplicato e rafforzato, Colui che lo aveva liberato dopo quattro secoli di schiavitù in Egitto (tempo che comunque era servito a proteggerli e moltiplicarli), Colui che aveva mostrato loro la Sua onnipotenza attraverso grandiose liberazioni, Colui che aveva camminato davanti a loro vincendo le loro battaglie, che aveva miracolosamente prosciugato le acque del Mar Rosso prima del Giordano poi perché li attraversassero sull’asciutto, Colui che li aveva introdotti nella terra promessa ai loro padri, Colui che aveva camminato davanti a loro, che li aveva preservati dalla distruzione completa, anche nel tempo del Suo giusto giudizio …
Per certi versi, questo brano è disarmante per la nostra logica umana, per il nostro bisogno di spiegazioni, di razionalizzare le cose …
Invece, semplicemente, Dio racconta attraverso questo libro di aver chiamato un uomo, verosimilmente un contadino (visto che la sua arma fu semplicemente un pungolo per buoi, una sorta di bastone appuntito, una lancia rudimentale, fatto per sollecitare a distanza i buoi durante il traino o comunque il lavoro nei campi) … Non si trattava quindi di un guerriero armato di tutto punto …
Ancora un brano che ci umilia e ricorda, come ha fatto tante altre volte nel corso del racconto, che la vera differenza nella battaglia la faceva e continua a farla il Signore, non la preparazione e la forza della persona usata da Dio …
Gesù insegnerà ai Suoi discepoli, preparandoli alle opposizioni, contrapposizioni e persecuzioni, che quando sarebbero stati portati davanti alle autorità, quando si sarebbero trovati in difficoltà, sarebbe stato l’intervento di Dio a fare la differenza …
Evidentemente, fu così anche per questo giudice che, armato solo di un pungolo per buoi, riuscì ad uccidere addirittura 600 nemici e non per essere annoverato fra i supereroi, ma per dimostrare che il Creatore, il Signore, il Re dei re, il nostro Dio … è Colui che agisce e vince anche usando degli strumenti miserabili, come ha abbondantemente dimostrato nella storia del Suo popolo …
Ricordo perciò a me stesso che la differenza nelle situazioni più difficili, perfino disperate, non la fa la nostra resilienza (una parola ormai tanto di moda), cioè la nostra capacità di resistere e sopportare, non la fa la nostra preparazione accademica o la quantità delle nostre esperienze, né la nostra capacità di pronta risposta …
La vera differenza la fa il Signore, che nella Sua misericordia interviene usando dei servi inutili per fare cose utili nel Suo Regno, nella Sua vigna, per portare avanti il Vangelo e la testimonianza della Sua grandezza …
Un pungolo per buoi contro 600 uomini, soldati combattenti … dimostra che la potenza di Dio non ragiona e non si muove secondo criteri umani e non si spiega con la nostra ragione, anzi dobbiamo riconoscere Colui che può tutto e che porta avanti il Suo piano, anche quando si serve di uomini miserabili e inutili come me …




