“… gridarono al Signore che fece sorgere per loro un liberatore …”!
“[7] I figli d’Israele fecero ciò che è male agli occhi del Signore; dimenticarono il Signore, il loro Dio, e servirono gli idoli di Baal e di Astarte. [8] Perciò l’ira del Signore si accese contro Israele ed egli li diede nelle mani di Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e i figli d’Israele furono servi di Cusan-Risataim per otto anni. [9] Poi i figli d’Israele gridarono al Signore che fece sorgere per loro un liberatore: Otniel, figlio di Chenaz, fratello minore di Caleb; ed egli li liberò. [10] Lo Spirito del Signore venne su di lui ed egli fu giudice d’Israele; uscì a combattere e il Signore gli diede nelle mani Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e la sua mano fu potente contro Cusan-Risataim. [11] Il paese ebbe pace per quarant’anni; poi Otniel, figlio di Chenaz, morì.”.
Questo brano descrive dei tratti veramente tristi e drammatici dell’atteggiamento del popolo d’Israele in quel tempo, dopo che la generazione contemporanea a Giosuè era ormai morta …
Ricordate cosa aveva scritto l’autore poco prima?
“… Abbandonarono ben presto la via percorsa dai loro padri, i quali avevano ubbidito ai comandamenti del Signore; ma essi non fecero così.” [2:17]
Così il nostro brano sottolinea ancora più chiaramente lo stato spiritualmente drammatico nel quale versava il popolo e lo descrive con estrema chiarezza:
[7] “I figli d’Israele fecero ciò che è male agli occhi del Signore; dimenticarono il Signore, il loro Dio, e servirono gli idoli di Baal e di Astarte.”!
Sembra di leggere le parole che nel libro di Giosuè venivano usate per descrivere i popoli pagani, che occupavano la terra promessa e che perciò furono cacciati …
O sembra la descrizione dei popoli che continuavano a vivere ai confini esterni della terra donata da Dio al Suo popolo, quindi fuori dalla loro nazione, restando popoli pagani legati ai loro dèi e che arrivavano perfino a sacrificare i propri figli nel loro nome …
Invece, purtroppo, a questo punto sta descrivendo Israele in quella fase, la successiva generazione, quella che non aveva visto nessuna delle guerre di Canaan per conquistare il territorio e nelle quali Dio camminava alla testa del popolo e vinceva le loro battaglie …
In quella grave deriva spirituale del popolo, arrivò il giusto intervento di Dio che nella sua santa ira, ma anche con misericordia, non distrusse il popolo e lo chiede nelle mani del re di Mesopotamia, dei quali gli israeliti diventarono servi per un periodo di 8 anni [8].
In quella condizione di schiavitù, gli israeliti si resero conto e gridarono al Signore, Lo invocarono, supplicarono il Suo perdono … e il Dio di ogni misericordia rispose:
[9] “… il Signore fece sorgere per loro un liberatore: Otniel, figlio di Chenaz, fratello minore di Caleb, che li liberò.”.
Un grande uomo, con una grande stazza, con un fisico irresistibile si presentò come liberatore e vinse?
No, era un uomo normale e che evidentemente temeva il Signore, era cresciuto in una famiglia che si era sempre distinta per la fede, quella di Caleb, di cui Otniel era nipote …
Otniel fu investito dallo Spirito del Signore e chiamato a diventare Giudice d’Israele …
[10] “Lo Spirito del Signore venne su di lui ed egli fu giudice d’Israele; uscì a combattere e il Signore gli diede nelle mani Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e la sua mano fu potente contro Cusan-Risataim.”!
Hai notato, come me, i termini usati nel racconto?
Lo spirito del Signore venne su di lui …
Egli fu giudice in Israele … quindi evidentemente chiamato da Dio ad esserlo …
Uscì a combattere contro il nemico, ma fu il Signore a dargli nelle mani il re di Mesopotamia …
Fu il signore a rendere potente la sua mano contro il re …
Non fu affatto la grandezza e la forza di Otniel ad ottenere quel risultato, ma l’iniziativa e l’opera potente del Signore! Dio fece sì che:
[11] “Il paese ebbe pace per quarant’anni; poi Otniel, figlio di Chenaz, morì.”.
Ancora una volta questo libro mette davanti a noi la grandezza della misericordia di Dio, il quale ascoltò il grido, il lamento, il pianto del popolo, e decise di usargli una misericordia che non meritava … Dio suscitò Otniel, gli diede la Sua forza, lo usò e combatté con lui per distruggere il re di Mesopotamia, liberando così il popolo da quella schiavitù …
Dio lo sostenne nel suo servizio di Giudice e guida del popolo, Dio lo portò avanti per quarant’anni, assicurando la pace in Israele, fino al giorno della sua morte, quando entrò nel riposo dei suoi padri …
Perciò capisco ancora meglio le parole del Salmo 127 che afferma: “se Dio non edifica la casa, inutilmente vi si affaticano i costruttori …
Il Signore mi aiuti a ricordare ogni giorno che senza di Lui non sono nulla e che se Egli decide di usarmi per servirLo, per la sua gloria … è solo graIe alla Sua potenza che si manifesta, non certo la mia …
Infatti, come ricorderà Paolo, in altre parole: la Sua Grazia e la Sua potenza si manifestano più luminose quando Lo serviamo umilmente, nella nostra debolezza …




