Geremia 4:1-4

“Un cuore circonciso, consacrato, può esserci solo in chi davvero si è ravveduto …”.

“[1] «Israele, se tu torni», dice il Signore, «se tu torni da me, se togli dalla mia presenza le tue abominazioni, se non vai più vagando qua e là, [2] se giuri per il Signore che vive, con verità, con rettitudine e con giustizia, allora le nazioni saranno benedette in lui e in lui si glorieranno». [3] Poiché così parla il Signore alla gente di Giuda e di Gerusalemme: «Dissodatevi un campo nuovo e non seminate tra le spine! [4] Circoncidetevi per il Signore, circoncidete i vostri cuori, uomini di Giuda e abitanti di Gerusalemme, affinché il mio furore non scoppi come un fuoco e non s’infiammi al punto che nessuno possa spegnerlo, a causa della malvagità delle vostre azioni!».”.

Dopo aver ricordato che l’aiuto non viene certo dagli “alti luoghi” e dagli dei stranieri, ma da Dio … il Signore continua a parlare al popolo attraverso Geremia. Lo fa rivolgendosi sia a Israele (che per prima si era allontanato da Dio) che a Giuda (che ha seguito il pessimo esempio del resto delle tribù, chiamate Israele …).

La misericordia di Dio non è un modo del Signore per chiudere un occhio sul nostro peccato, per far finta di nulla o per essere improvvisamente tollerante verso ciò che invece detesta!
Il Suo amore e la sua misericordia spiegano invece il fatto che Dio non Si arrende alla nostra miseria, alle nostre scelte scellerate, alle nostre incapacità, alla nostra infedeltà … Il progetto di Dio non fallisce, perché è fondato sulla Sua persona e sull’Amore per Se stesso … per questo, nell’invito che attraverso Geremia sta facendo al ravvedimento, Dio non fa finta di nulla sul peccato, anzi ribadisce ed invita ad un cambiamento radicale, sia nell’atteggiamento, nelle azioni, che nel cuore di Israele e di Giuda!
Infatti il condizionale “se torni, Israele”, dice il Signore, se torni davvero a Me … Se elimini le tue vergogne, se la smetti di rivolgerti a destra e a manca, ai falsi dèi… (1) Se assumi seriamente un impegno serio davanti a Me e quindi “giuri e per il Signore che vive”, per l’unico vero Dio, se lo fai con sincerità di cuore “con verità” … (2) Se cambi radicalmente atteggiamento e quindi manifesti giustizia e rettitudine, se tutto questo è vero … Allora non solo tu, ma anche le nazioni attorno a te saranno benedette in Dio! Sarai una testimonianza vivente di Chi è il tuo Dio! sarai una benedizione per coloro che ti circondano ed esse, ravvedendosi a loro volta, potranno gloriarsi in Dio!

Dio non vuole dare una aggiustatina, una sistemata in qualche modo, alla meno peggio, al suo popolo, ma chiama ad un vero ravvedimento, un cambiamento radicale per il quale Egli stesso Si impegna!

Ecco le parole che esprime perciò attraverso Geremia, chiamando il popolo ad assumere una posizione di reale cambiamento: «Dissodatevi un campo nuovo e non seminate tra le spine! Circoncidetevi per il Signore, circoncidete i vostri cuori, uomini di Giuda e abitanti di Gerusalemme, affinché il mio furore non scoppi come un fuoco e non s’infiammi al punto che nessuno possa spegnerlo, a causa della malvagità delle vostre azioni!».

Un accorato invito, ma anche una minaccia senza veli per gli ostinati nel peccato e la ribellione nel tradimento del patto e nell’idolatria.
È tempo che vi dissodiate un campo nuovo, che le cose cambino davvero, che poniate le fondamenta per portare un frutto concreto nella vostra relazione rinnovata con Dio, un cambiamento che si veda chiaramente nella vostra vita, se davvero siete ravveduti, se davvero siete pentiti, se davvero avete imparato la lezione!
Se è così, allora dissodatevi e impegnatevi, lavorate per preparare un campo nuovo, non perdete tempo nel cercare di sistemare il vecchio modo di vivere, abbandonate la vecchia vita, abbandonate il vecchio modo di comportarvi, le distrazioni da Dio e ogni forma di scelta che ignori l’eternità, che ignori il vostro rapporto con Dio, che ignori la saggezza di Dio nella vostra vita.

Spine e rovi, ovviamente, sono l’esatto opposto del ravvedimento, sono la negazione del buon frutto, soffocano qualunque cosa sorga come nuova pianta … Perciò il cambiamento radicale qui invita ad escludere tutto ciò che ha a che fare con la vecchia vita, con la vecchia natura, con ciò che è ribelle al Creatore!

Circoncidere il cuore è un’espressione più volte usata nell’Antico Testamento, riprendendo l’immagine del simbolo della consacrazione del popolo che Dio stava fondando con Abraamo e che gli comandò da quel momento di rimuovere il prepuzio dell’organo sessuale maschile di tutti i maschi, per dimostrare la propria consacrazione a Dio (ovviamente questo significò anche proteggere il popolo dal cancro del collo dell’utero della donna, ma non l’abbiamo scoperto duemila anni più tardi) … significava attestare pubblicamente e concretamente la propria appartenenza al Suo popolo.

Ma quando, attraverso il linguaggio profetico di Geremia, Dio torna su questo argomento lo fa applicandolo non più ad una consacrazione di un popolo etnico, ad un atto fisico, ma alla consacrazione spirituale, alla circoncisione del cuore, ad incidere nel proprio cuore il segno dell’appartenenza a Dio, manifestare concretamente, nella propria esistenza, la propria consacrazione, la propria dedizione, sottomissione e la propria fedeltà a Dio!

Ecco cosa chiedeva Dio per non procedere con la minaccia che accenna in questo brano, cioè che avrebbe provveduto a punire il popolo ribelle attraverso un intervento drastico, un fuoco che non si sarebbe arrestato perché alimentato dalla loro malvagità!
Dio avrebbe giudicato tutti coloro che, ostinatamente, avessero osato continuare a tradire il patto con Lui, a disonorare la Sua Legge, oltre che disprezzare la Sua misericordia, il Suo Amore e la Sua provvidenza!

Signore, aiutami, ti prego , a dissodare, a lavorare con te perché il mio cuore sia un buon terreno, reso nuovo da Te, perché il mio cuore sia circonciso, consacrato per Te, avendo rimosso tutto ciò che non Ti onora!

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Chiesa Evangelica Isola

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