“Non è forse costui un tizzone strappato dal fuoco?”

[1] Mi fece vedere il sommo sacerdote Giosuè, che stava davanti all’angelo del Signore, e Satana che stava alla sua destra per accusarlo. [2] Il Signore disse a Satana: «Ti sgridi il Signore, Satana! Ti sgridi il Signore che ha scelto Gerusalemme! Non è forse costui un tizzone strappato dal fuoco?» [3] Giosuè era vestito di vesti sudicie e stava davanti all’angelo. [4] L’angelo disse a quelli che gli stavano davanti: «Levategli di dosso le vesti sudicie!» Poi disse a Giosuè: «Guarda, io ti ho tolto di dosso la tua iniquità e ti ho rivestito di abiti magnifici». [5] Allora io dissi: «Gli sia messo sul capo un turbante pulito!» Quelli gli posero sul capo un turbante pulito e gli misero delle vesti; l’angelo del Signore era presente. [6] Poi l’angelo del Signore fece a Giosuè questo solenne ammonimento: [7] «Così parla il Signore degli eserciti: “Se tu cammini nelle mie vie e osservi quello che ti ho comandato, anche tu governerai la mia casa, custodirai i miei cortili e io ti darò libero accesso fra quelli che stanno qui davanti a me. [8] Ascolta dunque, Giosuè, sommo sacerdote, tu e i tuoi compagni che stanno seduti davanti a te! Poiché questi uomini servono da presagio. Ecco, io faccio venire il mio servo, il Germoglio. [9] Infatti, guardate la pietra che io ho posta davanti a Giosuè: sopra un’unica pietra stanno sette occhi; ecco, io vi inciderò quello che deve esservi inciso”, dice il Signore degli eserciti, “e toglierò via l’iniquità di questo paese in un solo giorno. [10] In quel giorno”, dice il Signore degli eserciti, “voi vi inviterete gli uni gli altri sotto la vite e sotto il fico”».

La terza visione di Zaccaria riguardò il sommo sacerdote Giosuè …

Pochi i versi di questo capitolo, ma intrisi di significati, sia morali, legati al piano salvifico di Dio ma, più specificamente, che richiamano al Messia …

Zaccaria vide nella sua visione il sommo sacerdote in carica, Giosuè, il primo dopo il rientro in Giuda del residuo del popolo dopo la deportazione e l’esilio … l

Un’altra precisazione sui personaggi che Zaccaria trovò nella visione riguarda “l’angelo del Signore” che, nel corso della stesura delle Sacre Scritture, capiamo di dover intendere soprattutto in base al contesto …

In generale, in ebraico significa: “messaggero del Signore”. Spesso intende indicare genericamente Dio nella Sua veste di portatore della Sua Parola, prima di un Dio visibile a partire dalla incarnazione del Messia.

La scena del primo verso ricorda quelle tipiche del mondo ebraico riguardo alla presenza di Dio, come quella dell’inizio del libro di Giobbe. Scene nelle quali Satana non è affatto il demonio con corna, coda e forcone, ma un angelo decaduto che continua a svolgere un ruolo, da Nemico, oppositore, ovviamente nella realtà Celeste, ma sottoposto suo malgrado alla signoria di Dio.

Satana, chiamato altrove “padre della menzogna”, l’accusatore di sempre di coloro che temono il Signore, anche in questa scena svolge questo ruolo … (1)

Nella scena, il Signore azzittisce il perfido accusatore: «Ti sgridi il Signore, Satana! Ti sgridi il Signore che ha scelto Gerusalemme! Non è forse costui un tizzone strappato dal fuoco?»!

È una delle descrizioni della nostra condizione di graziati che più ha inciso nella mia vita e che mi accompagna da quando ero ragazzo: non sono altro che “un tizzone strappato dal fuoco”, per la mia condizione davanti alla Grazia di Dio!

Nella scena della visione, il sommo sacerdote: “era vestito di vesti sudicie e stava davanti all’angelo.” (3) e questo conferma che le accuse di Satana non erano folli , assurde, essendo sudicio e peccatore, senza dubbio …

Ma ciò che poi stravolge la conclusione sta nell’intervento di Dio … infatti la scena non si ferma sulla effettiva condizione sudicia del sommo sacerdote, ma in quello che accade per la misericordia di Dio: «Levategli di dosso le vesti sudicie!» Poi disse a Giosuè: «Guarda, io ti ho tolto di dosso la tua iniquità e ti ho rivestito di abiti magnifici»! (4)

L’iniquità è rimossa e colui che effettivamente era accusabile viene ripulito, purificato! (5)

Completata la purificazione e rivestito completamente, Dio prosegue nella Sua rivelazione … (5-6)

La Grazia è compiuta, ora è richiesto l’impegno del graziato, la responsabilità di camminare secondo la volontà di Dio, nelle Sue vie, nell’ubbidienza … È a queste condizioni che potrà svolgere un’opera utile per il Signore, alla Sua presenza! (7)

A questo punto c’è un annuncio che, per quanto potesse riguardare in qualche modo Zorobabele, governatore in Giuda in quella fase, ha chiaramente un risvolto messianico …

“… io faccio venire il mio servo, il Germoglio.”! (8)

Il Germoglio, appellativo usato anche in Isaia 11, è un richiamo alla novità – nelle promesse di Dio – dell’avvento del Messia, che viene in più occasioni precisato come il segno della Grazia di Dio che si sarebbe compiuta un giorno in Lui …

Per quanto questi versi restino misteriosi per noi, specie nel linguaggio usato e nelle immagini ebraiche (come la pietra con incisi i sette occhi – 7 era il numero simbolico della completezza, della perfezione), il messaggio centrale è forte e credo vada molto oltre il momento vissuto da Zaccaria e dal popolo: “… toglierò via l’iniquità di questo paese in un solo giorno.”!

Questo mi ricorda che l’agire di Dio è divino, non umano … togliere l’iniquità dal Suo popolo non era e non è riferito alla progressione nel cammino di santificazione, a tutto quello che facciamo responsabilmente nell’ubbidire alla Sua volontà, alla Sua Parola … ma è un chiaro riferimento alla Grazia, all’intervento di misericordia sovrana che interviene drasticamente e rimuove il peccato e i suoi effetti, per rendere ogni cosa nuova!

Nella scena della visione di Zaccaria questa azione di Dio è rappresentata dallo spogliare Giosuè dei suoi abiti sporchi e rivestito a nuovo, non con un lungo processo, ma coll’immediato cambiamento determinato da Dio …

Così è nell’opera del Messia, un giorno avrebbe infatti detto: “Tutto è compiuto”! Il perdono, il riscatto, la liberazione sono l’atto di somma misericordia di Dio attraverso il Suo Germoglio, il Messia, quel giorno, con la Sua risurrezione tutto sarebbe cambiato!

Così il verso finale sfida a guardare al dopo, alla comunione e alla bellezza della vita nel Regno di Dio, il regno che mostra gli effetti della redenzione … Un assaggio della visione del popolo di Dio che è chiamato a vivere adorandoLo e servendoLo, qui ed ora … e che vivrà alla fine dei tempi nella perfezione, alla presenza di Dio e del Suo Germoglio, il Messia nella gloria! (10)

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Chiesa Evangelica Isola

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